Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, chi diventerà più forte? L'analisi di Diego Nargiso



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Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, chi diventerà più forte? L'analisi di Diego Nargiso

Jannik Sinner e Carlos Alcaraz rappresentano il presente e il futuro del tennis. Entrambi, nonostante la giovane età, hanno dimostrato di poter competere contro i migliori giocatori del circuito e ambire alle primissime posizioni del ranking.

L’altoatesino ha già vinto cinque titoli ATP in carriera e raggiunto la finale in un torneo Masters 1000( Miami, ndr) . Alcaraz, da parte sua, ha conquistato due tornei, tra cui l’ATP 500 di Rio de Janeiro battendo Matteo Berrettini, Fabio Fognini e Diego Schwartzman.

Sinner e Alcaraz parteciperanno nelle prossime settimane al Masters 1000 di Indian Wells e non vedono l’ora di scendere in campo. Il primo è stato inserito nella stessa porzione di tabellone di Rafael Nadal, Casper Ruud e Lorenzo Sonego; mentre il secondo potrebbe incontrare Daniil Medvedev agli ottavi di finale.

Diego Nargiso, in un’intervista esclusiva al Corriere della Sera, si è soffermato proprio sulle differenze che caratterizzano Sinner e Alcaraz.

Nargiso analizza le differenze tra Sinner e Alcaraz

"Il dritto di Jannik viene da una storia più complicata rispetto al dritto di Alcaraz, all’inizio era il fondamentale meno forte tra i due, un colpo che l’altoatesino ha molto migliorato negli ultimi tre anni.

Il dritto di Carlos è esplosivo e imprevedibile, difficile da leggere, fa male da qualsiasi parte del campo lo tiri, sia incrociato che lungolinea. Insomma, nell’arsenale di armi di Alcaraz è un colpo risolutorio, spesso definitivo.

Rovescio? Il rovescio in diagonale di Jannik dimostra una sicurezza micidiale, da lì non lo sposti: ha appoggi sicuri, davvero in pochi riescono a scalfirlo sul lato sinistro. Il rovescio è un colpo devastante, con cui costruisce il gioco e induce all’errore l’avversario.

Alcaraz utilizza di meno questo colpo, preferendo il dritto a sventaglio. È un colpo lineare, con cui riesce a tenere lo scambio e quando sceglie il lungolinea, è più un arma di preparazione che risolutiva.

Servizio? Carlos è già pronto, adulto. Entrambi fanno viaggiare la palla sopra i 200 km all’ora, però Carlos ha già tutti gli angoli del servizio acquisiti: dalla botta al centro allo slice con palla ad uscire.

Nel momento importante, insomma, il servizio può toglierlo dai guai o regalargli punti. Jannik ha ondeggiato tra foot up e foot back, le due posizioni dei piedi alla partenza del movimento del servizio, assestandosi sulla seconda. Con Piatti ha lavorato moltissimo su questo colpo fondamentale, però lo vedo ancora acerbo" .