Sinner si confessa: “Quando mi chiedono un autografo non posso dire no”



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Sinner si confessa: “Quando mi chiedono un autografo non posso dire no”

La mentalità di un (futuro) campione, le parole di una persona sicura dei propri mezzi e degli obiettivi che vuole raggiungere nel lungo periodo. Jannik Sinner ha stupito tutti per le sue grandi capacità e qualità, mostrate stavolta al PalaAlpitour di Torino, prendendosi di fatto una ‘rivincita’ dopo il periodo difficile a seguito della non partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo: una decisione che non ha convinto molti addetti ai lavori e appassionati, facendo soffrire poi lo stesso atleta dal punto di vista mentale.

L’altoatesino ha debuttato all’età di soli 20 anni alle Nitto Atp Finals, riuscendo subito a vincere una partita contro l’amico Hubert Hurkacz. Un bellissimo traguardo quello raggiunto dall’azzurro, visto che fino a quel momento solo Matteo Berrettini aveva conquistato un successo nella competizione riservata ai migliori otto tennisti del mondo.

Sinner fonte di ispirazione per i giovani

Al termine, il ragazzo di San Candido si è raccontato in un’intervista rilasciata a Tuttosport, parlando tra i tanti temi del rapporto con i fans più giovani: “Provo tante emozioni, come quella di mettermi sempre in gioco e di vivere con passione lo sport che amo.

Forse per questo i ragazzi mi seguono e io sono felice se avranno voglia di giocare. Da bambino guardavo Seppi, poi i miei riferimenti sono diventati Roger Federer e Rafa Nadal. Quando vedo tanti giovani chiedere l’autografo, faccio proprio fatica a dire no.

Mi ritorna in mente quando ero piccolo io” ha confessato. Il rapporto con la solitudine: "Qualche volta la compagnia serve, tra la gente si vive meglio. Dopo la sconfitta non vedevo l’ora di abbracciare i miei, mio fratello, incontrare gli amici che ho lasciato e con cui mantengo i contatti giocando la sera a Fortnite, ma non fino alle due di notte.

Certamente mi mancano certo, ma quando hai un sogno, cominciato a 13 anni, devi fare di tutto, anche sacrificarti" ha aggiunto. A chi vorrebbe somigliare: "Siamo fortunati a vivere ancora nell’epoca di Federer, Nadal e Djokovic. Se uno è intelligente, basta guardarli" ha concluso.