Gaudenzi: "Con due giocatori come Berrettini e Sinner si catalizza l'interesse"



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Gaudenzi: "Con due giocatori come Berrettini e Sinner si catalizza l'interesse"

Il grande giorno è arrivato: Torino è pronta a ospitare le ATP Finals 2021. Si tratta di un risultato storico raggiunto dal nostro Paese, soprattutto considerando i numeri che il Torneo dei Maestri ha stabilito a Londra nell’ultimo decennio.

I migliori otto giocatori dell’anno si contenderanno il prestigioso trofeo in Italia, per essere precisi al Pala Alpitour di Torino. Il Gruppo Verde vedrà competere Novak Djokovic, Stefanos Tsitsipas, Andrey Rublev e Casper Ruud; mentre faranno parte del Gruppo Rosso Daniil Medvedev, Alexander Zverev, Matteo Berrettini e Hubert Hurkacz.

Gaudenzi: "Con Matteo e Jannik si catalizza l'interesse"

Il presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi si è soffermato sulla prossima edizione delle ATP Finals e sul futuro del tennis in un’interessante intervista al quotidiano “Il Sole 24 Ore” .

"Certamente con due giocatori come Matteo e Jannik si catalizza l'interesse, si avvicinano gli appassionati ma anche i ragazzi a uno sport che oggi conta circa 400mila tesserati Fit: un numero destinato a crescere.

L'aspetto educativo è importante, la capacità di gestirsi e darsi una disciplina, lo vedo anche con i miei tre figli di 14, 12 e 10 anni che giocano, si allenano, e al contempo sanno che la scuola non si tocca.

Oggi la narrazione è più semplice, si parte a gennaio e si finisce a novembre con le finali. Puoi seguire i migliori all'interno di un circuito facile, dove tutti i giocatori non mancano gli appuntamenti più importanti.

Futuro? Sono convinto di una cosa: lo sport è nel settore dell'intrattenimento, è un contenuto che noi distribuiamo. Un contenuto particolare, ci sono diverse partite in contemporanea, non sai quando un match inizia e quando finisce.

Sono cambiati i tempi di fruizione, e anche le modalità, con il digitale. Tutto questo ci dice che, se dobbiamo cambiare il prodotto, va fatto sulla base dei dati. C'è chi non accetta di vedere una partita di 40 minuti, poco appagante e per la quale ha preso un biglietto costoso, e chi trova eccessivo il 3 su 5 perché ciò che gli sta a cuore è la qualità: un po' come al cinema, dove non conta se il film è lungo tre ore ma se ti piace la storia che racconta.

Il Next Gen è un incubatore. Chiaro, se si dovesse pensare a un cambiamento, i giocatori devono essere d'accordo. Una cosa è certa: monetizziamo poco" .