Dall'amore per la Tomljanovic alla sfida con Sinner: Matteo Berrettini si racconta



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Dall'amore per la Tomljanovic alla sfida con Sinner: Matteo Berrettini si racconta

Matteo Berrettini ha vissuto sportivamente (e non solo) la miglior stagione della propria carriera. Il 25enne romano, nel pieno della sua carriera, ha inanellato una serie di risultati che gli hanno consentito di raggiungere la settima posizione del ranking ATP e di disputare per la seconda volta in carriera le ATP Finals, che si disputeranno a Torino dal 14 al 21 novembre.

Oltre ai successi a Belgrado e al prestigioso torneo del Queen's, nell'ultimo anno Berrettini ha raggiunto la finale del 1000 di Madrid e la memorabile finale di Wimbledon (primo italiano nella storia), inchinandosi soltanto a Djokovic. Ciò che colpisce maggiormente del tennista italiano, più del dritto e del servizio tra i migliori nel circuito, è la tenuta mentale, che negli ultimi anni gli ha permesso di superare i momenti più difficili e di crescere in modo esponenziale, aggiungendo un tassello alla volta.

Merito della famiglia, della fidanzata Ajla Tomljanovic, del suo allenatore Vincenzo Santopadre e del mental coach Stefano Massari. Ma soprattutto merito di Matteo stesso, un ragazzo determinato che non si pone limiti. In un'intervista del Corriere della Sera Berrettini ha raccontato se stesso, un Matteo visto a 360°.

Il rapporto di Berrettini con la famiglia e la fidanzata

The Hammer (soprannome con cui è conosciuto nel circuito) ha parlato dei suoi amuleti: dal ciondolo con la rosa dei venti regalato dalla madre, al tatuaggio sul bicipite ritraente i punti cardinali insieme alla data di nascita del fratello Jacopo, oltre ad un portafortuna brasiliano e all'anello regalatogli dalla fidanzata. Proprio la sua fidanzata, anch'essa tennista, con la quale è legato dal 2019, ha collaborato alla formazione di Berrettini.

Matteo sostiene che l'amore abbia fatto diventare più paziente e reso meno impulsivo. "Prima era tutto bianco o nero. Ho scoperto il grigio, e mi piace” ha dichiarato il tennista. Berrettini ha poi parlato dei propri pregi e difetti, sottolineando il fatto di essere molto impietoso con se stesso, ma allo stesso tempo capace di usare la pressione come arma per migliorarsi.

“La città in sé non mi manca.

È stupenda però non la riconosco più”.

Nonostante sia un romano “inusuale” (è tifoso della Fiorentina), Matteo ha anche parlato del suo rapporto con la propria città natale, dalla quale ormai si è allontanato da tempo.

Alla domanda su una sua vita futura a Roma a fine carriera, il tennista ha sostenuto di non sentirne la mancanza poichè non la riconosce più per quello che è diventata. Ha anche aggiunto che sia per questioni metereologiche, sia per la sua abitudine a non stabilirsi mai in un posto fisso, non sa se sarà la città in cui vivrà con la sua famiglia.

Gli obiettivi futuri

Berrettini ha poi commentato la possibile competizione con Sinner, dichiarando di avere un bel rapporto con Jannik e che tra di loro c'è una sana e stimolante rivalità che può solo fare bene ad entrambi.

Su quello che si aspetta dal futuro, The Hammer ha le idee chiare. “Prima o poi voglio alzare la coppa del primo posto di uno Slam, non del secondo”, aggiungendo che quello che per lui rappresenta la felicità è stare bene con quello che ha, rendendo felice se stesso e le persone che lo circondano tramite lo sport.

Concludendo infine con un pensiero romantico: " Però poi mi ricordo il senso di pace che provo davanti al mare. E allora penso che la felicità sia un tramonto con Ajla e una birra in mano”.