Sinner si racconta: "Il lavoro è più importante del talento, quando ero piccolo..."



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Sinner si racconta: "Il lavoro è più importante del talento, quando ero piccolo..."

I passi in avanti di Jannik Sinner in questo 2021 sono incredibili e sotto gli occhi di tutti. L'attuale numero due azzurro ha vinto diversi tornei, è entrato nella Top Ten mondiale a solo 20 anni e due mesi e si candida prepotentemente come uno dei giovani più interessanti del panorama mondiale.

Ormai ci sono tante aspettative sul ragazzo altoatesino e tanti tra i fan italiani attendono la definitiva esplosione e consacrazione del ragazzo. In questa settimana Sinner sarà la testa di serie numero uno nel torneo di Stoccolma, Atp 250 che chiuderà la sua stagione.

A dire il vero l'azzurro sarà la prima riserva alle Finals di Torino dove tutti attendono di conoscere le condizioni del greco Tsitsipas e difenderà i nostri colori per la Coppa Davis. Nel torneo nordico l'azzurro difenderà la decima posizione in classifica dal canadese Felix Auger-Aliassime e proverà cosi a chiudere la stagione in Top Ten.

Non sarà facile per l'altoatesino che ha avuto un sorteggio complicato: infatti dopo il Bye del primo turno Jannik affronterà il vincente del match tra il qualificato norvegese Durasovic e l'ex numero uno al mondo, il britannico Andy Murray.

Le ultime curiosità su Jannik Sinner

Il giovane talento azzurro si è raccontato ai microfoni del podcast di San Paolo Banca Intesa ed ha rivelato alcuni aneddoti sulla sua vita. Ecco le sue parole: "Il talento per me non esiste, uno se lo deve guadagnare.

Magari qualcuno parte meglio, ma alla fine chi lavora ottiene più di chi ha talento. Quando ero piccolo ero magro e senza forze, ho lavorato duramente per arrivare fin qui. Mio padre è un cuoco e mia madre una cameriera, ho una mentalità molto semplice.

Nelle persone con cui lavoro cerco fiducia e sincerità, per me questo è importante. Non è un peso andare in campo in questo modo, per me la cosa più importante è vincere. Poi ovviamente con il mio staff vinciamo tutti o perdiamo tutti ma ovviamente parte tutto dal giocatore"