Barazzutti, dal futuro di Berrettini e Sinner al sogno italiano in Coppa Davis



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Barazzutti, dal futuro di Berrettini e Sinner al sogno italiano in Coppa Davis

Mai nella storia del tennis tricolore due giocatori azzurri erano riusciti a condividere la top ten nello stesso momento. Proprio per questo, il traguardo raggiunto da Matteo Berrettini( il romano è diventato numero 9 nell’ottobre 2019, ndr) e Jannik Sinner non fa altro che confermare gli incedibili passi in avanti compiuti dal movimento maschile italiano nelle ultime stagioni.

Sinner ha guadagnato la nona posizione del ranking ATP grazie alla semifinale agguantata a Vienna e, sempre insieme a Berrettini, potrebbe dare vita a una storica edizione delle ATP Finals, che si disputeranno proprio in Italia.

L’altoatesino dovrà fare bene a Parigi-Bercy e superare i numerosi ostacoli che il sorteggio gli ha riservato. Sinner affronterà all’esordio Carlos Alcaraz, che ha sconfitto in tre set Pierre-Hugues Herbert al primo turno.

In caso di vittoria, troverebbe poi agli ottavi di finale uno tra Pablo Carreno Busta e Hugo Gaston. Nello stesso quarto di finale di Sinner è poi stato inserito il numero due del mondo Daniil Medvedev, che tenterà di sorpassare Novak Djokovic e diventare il nuovo numero uno del mondo in questa parte finale di stagione.

Barazzutti sul futuro di Berrettini e Sinner

Corrado Barazzutti, ex capitano della squadra italiana di Davis, ha parlato proprio del futuro del duo italiano e della prossima edizione della più importante manifestazione a squadre del tennis.

"Entrare nei primi dieci per me ha avuto un significato naturalmente importante, era un grande traguardo, io sono arrivato al n.7, pensare di avere solo sei tennisti davanti a me nel pianeta è stata una grande soddisfazione“, ha confessato l'ex tennista italiano al Corriere dello Sport.

"Oggi abbiamo Berrettini che è maturato nei tempi giusti e un giocatore come Sinner molto precoce. Ha già raggiunto un livello altissimo a vent’anni, mostra un equilibrio e una maturità che lo portano a giocare un tennis, quando tutto funziona, di altissima qualità.

Jannik lo vidi al Challenger di Bergamo due anni fa e si capiva immediatamente che fosse un giocatore predestinato, come lo è Musetti che sarà uno dei tennisti più forti del mondo. Non voglio tirarla ai nostri ragazzi, ma probabilmente siamo la squadra più forte del mondo.

Come si fa a non pensare che possiamo vincerla, anche più di una volta? Possono fare pure meglio di noi. Sarebbe stato però più bello vincerla con la vecchia formula, ma possiamo vincere con qualsiasi format, in qualsiasi posto" .