Bertolucci sta con Sinner: "Come si può criticare uno che a 20 anni è 14 del mondo?"



by   |  LETTURE 24767

Bertolucci sta con Sinner: "Come si può criticare uno che a 20 anni è 14 del mondo?"

«Federer è il tennis, siamo tutti federiani, ma il Djokovic del 2013 e dell’ultimo anno e mezzo è il giocatore più forte di sempre. Lui e Nadal sono capaci di tenere ritmi mentali e agonistici che io non avrei retto nemmeno cinque minuti».

La firma? Quella di Paolo Bertolucci. Il protagonista della vittoria italiana in Davis nel 1976 (insieme ovviamente ad Adriano Panatta e Corrado Barazzutti) e oggi storica voce del tennis, nel corso di una lunghissima intervista rilasciata al 'Corriere del Veneto' ha scavato nel cassetto dei ricordi e si è ovviamente soffermato sull'attualità.

Soprattutto quella del tennis italiano. «Berrettini è top ten da due anni. Sinner è lì vicino e Musetti può arrivarci. Da decenni non avevamo giocatori di questo livello. Le critiche a Sinner? Ma come si può criticare uno che a vent’anni è 14 del mondo? A quell’età tanti si mettono ancora le dita nel naso, o si fanno preparare la minestra dalla mamma» ha confermato.

Dagli ottavi di finale raggiunti sul mattone rosso di Bois de Boulogne, Lorenzo Musetti ha vinto solamente due delle otto partite che ha disputato. Segno, certificato, di una crisi alla quale non è ancora riuscito a trovare una soluzione.

«Tecnicamente superiore a Sinner, ma lui è italiano a tutti gli effetti e servirà capire se ha la stessa fame. Magari ne avrà anche di più, ma a oggi non posso affermarlo perché non lo so, in Sinner invece la fame già la vedi.

Fossi in lui ora come ora giocherei meno tornei e curerei di più la preparazione. Il ragazzo non ha ancora una cilindrata fisica adeguata. Poi nel tennis conta anche trovare la donna giusta». In un tennis fatto di 'muscoli' Bertolucci è riuscito a trovare in qualche modo la 'poesia' che ha caratterizzato gli anni settanta e gli anni ottanta.

«C’è ancora. Shapovalov è uno che diverte, lui mi piace molto, anche se poi mi fa incazzare perché sciupa tutto e non vince. Infatti se fossi il suo allenatore, o un suo tifoso, mi farebbe diventare pazzo; ma da “guardone” del tennis come mi definisco, lo ammiro» ha spiegato. Photo Credit: