Volandri su Jannik Sinner: "Abbiamo aspettative troppo alte, bisogna dire che..."



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Volandri su Jannik Sinner: "Abbiamo aspettative troppo alte, bisogna dire che..."

Il tema Jannik Sinner è diventato sempre attuale e molto discusso con il passare delle settimane fra addetti ai lavori e appassionati di tennis, che hanno fatto sapere la loro sulle prestazioni nel 2021 dell’italiano nel circuito.

Dopo il trionfo a Washington (il suo terzo titolo Atp conquistato, dopo i 250 di Sofia nel 2020 e Melbourne in questa stagione), il 20enne ha rimediato un’uscita al primo turno in quel di Toronto e una sconfitta ai sedicesimi di finale contro John Isner nel Masters 1000 di Cincinnati, oltre a delle convincenti prove in doppio con diversi compagni di squadra come Sebastian Korda e il suo grande amico Hubert Hurkacz.

A esprimere il suo parere sull’altoatesino è stato questa volta l’ex tennista Filippo Volandri, che è stato per tre anni di fila (dal 2003 al 2006) il numero uno azzurro in classifica, spingendosi fino alla 25esima posizione, ed è diventato a gennaio il capitano non giocatore della compagine italiana di Coppa Davis, subentrando a Corrado Barazzutti.

Sinner, Berrettini e Musetti: il parere di Volandri

In un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, il livornese ha voluto prendere le difese di Sinner: “Ha un potenziale enorme e, a volte, le aspettative sono troppo alte su di lui.

Ogni tanto bisogna ricordarsi la sua attuale età e non dimenticare che le sue pause sono fisiologiche” ha dichiarato. Il 39enne ha poi posto l’attenzione su un altro giocatore principale del tennis azzurro: “Per quanto riguarda Matteo Berrettini è un’ottima notizia che abbia giocato al Masters 1000 di Cincinnati e non abbia sentito dolore - riferendosi all’infortunio che non gli ha permesso di disputare le Olimpiadi e l’Atp di Toronto -.

Lui ha sempre avuto bisogno di un po’ di partire per rodare, ma sta bene e il suo morale è alto”. Parole anche per il talento di Lorenzo Musetti: “Ha perso tre settimane per il torneo di Tokyo. Vale lo stesso discorso di Jannik: pure nel suo caso i periodi complicati servono a crescere”.