La delusione di Jannik Sinner dopo lo sconfitta contro Draper



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La delusione di Jannik Sinner dopo lo sconfitta contro Draper

Prima di fare il suo esordio al torneo del Queen’s, Jannik Sinner aveva giocato in tutto solo cinque partite, quattro erano match di qualificazione, sull’erba nel circuito maggiore. Considerando che la stagione sull’erba è stata annullata lo scorso anno a causa del Covid-19, l’altoatesino non ha ancora avuto il tempo di adattare il suo gioco a questa superficie.

La sconfitta subita a Londra contro la wild card Jack Draper può essere considerata un passo falso, ma non bisogna stravolgere le analisi e spingersi oltre nei giudizi.

Le parole di Sinner dopo la sconfitta contro Draper

Sinner ha iniziato la partita nel migliore dei modi e in pochi minuti si è ritrovato avanti 4-0.

L’azzurro ha sprecato diverse possibilità al servizio per allungare ancora, e da quel momento in poi si è spenta la luce fino al tie-break perso di misura. Anche nel secondo set, è stato Sinner ad alzare per primo la testa e brekkare l’avversario, ma ancora una volta non è riuscito a gestire con attenzione i momenti chiave e gettato alle ortiche la partita.

“Onestamente penso che lui sia un buon tennista e che abbia giocato molto bene oggi” , ha dichiarato Sinner in conferenza stampa. “All’inizio mi sono sentito bene, a mio agio, ma poi lui ha giocato decisamente meglio e io sono calato.

Il mio gioco ha funzionato bene nei primi game, ma dopo un pò lui lo ha capito. È stato come salire sulle montagne russe e lui ha giocato i punti importanti meglio di me. Oggi non ho servito bene e Draper ha meritato di vincere perché è stato il migliore tra i due.

Lui ha più esperienza di me sull’erba e gli auguro buona fortuna” . Sinner tornerà in campo a Wimbledon, escludendo sorprese dell'ultima ora per i tornei della prossima settimana, evento in cui non ha mai disputato una partita nel main draw.

Ricordiamo che questa settimana al torneo del Queen's saranno presenti anche Matteo Berrettini, tra l'altro testa di serie numero uno, Lorenzo Sonego, Fabio Fognini e Stefano Travaglia.