Jannik Sinner svela come si sentì quando ruppe la sua prima racchetta



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Jannik Sinner svela come si sentì quando ruppe la sua prima racchetta

Considerato come uno dei principali giovani talenti del tennis mondiale Jannik Sinner è pronto per scendere nuovamente in campo ed esordire al primo turno del Masters 1000 di Madrid contro l'argentino Guido Pella.

In questo 2021 il giovane tennista altoatesino ha già conquistato un titolo, ha raggiunto la finale al Miami Open e la scorsa settimana è arrivato in semifinale a Barcellona, fermato solo da uno dei tennisti del momento, il greco Stefanos Tsitsipas.

Ai microfoni di Marca Jannik Sinner ha rivelato come ha approcciato nel mondo del tennis e da dove deriva il suo atteggiamento così freddo e forse neanche troppo 'italiano"

Le parole di Sinner in vista dell'esordio a Madrid

Ecco alcune dichiarazioni dell'attuale numero 18 al mondo:
"Come mai sono così freddo? Tutto dipende dall'educazione ricevuta dai miei genitori, mio padre è un cuoco e mia madre è una cameriera, lavorano nello stesso ristorante e rispettano molto il proprio lavoro.

In generale mi hanno sempre insegnerò a rispettare tutti e mantenere la calma, o almeno provarci, deve essere fondamentale per un tennista. Ovviamente capita anche a me di innervosirmi" Quante volte ho rotto la racchetta? "Mi pare in due occasioni, ma sinceramente ne ricordo solo una.

Mi trovavo a Milano, ero al Bonfiglio in un torneo per categoria Under 18. Ho perso ai Quarti di finale e dopo aver commesso un errore ho rotto la racchetta. Ricordo che mi sentii più male per aver rotto la racchetta che per la sconfitta e mi resi conto che quell'atteggiamento nn era adatto a me"

I paragoni con Novak Djokovic ed il fatto che anche il serbo è stato allenato da Riccardo Piatti? "Non mi confronto solo con Nole, Riccardo ha rilanciato anche la carriera di tennisti come Ljubicic, Raonic e Borna Coric e lui mi racconta spesso storie di questi tennisti.

Stiamo tutto il giorno a parlare di tennis, il tennis è la mia vita. L'incontro con Maria Sharapova? Sono rimasto molto colpito dalla sua professionalità, il suo tennis era incredibile e aveva una mentalità che davvero in pochi hanno.

Ho cercato di capire come sia riuscita a diventare quel personaggio, un po' quello che ho fatto anche con Rafael Nadal ad Adelaide. Non hanno solo una cosa che li rende unici, ma trascorrere del tempo con loro ti fa migliorare non solo come tennista ma anche come persona"