Jannik Sinner spiega la differenza tra Djokovic e Nadal sulla terra battuta



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Jannik Sinner spiega la differenza tra Djokovic e Nadal sulla terra battuta

Sono in tanti a pensare che l'uscita di Jannik Sinner al secondo turno del Masters 1000 di Montecarlo sia un peccato con l'azzurro che deve fermarsi quindi prima del previsto. L'eliminazione contro il numero uno al mondo Novak Djokovic era però considerata prevedibile ed, ad ogni modo, Jannik farà frutto di questa esperienza in futuro, provando a capire cosa manca per arrivare al livello dei migliori.

Al termine del match Sinner ora può dire di aver affrontato i due tennisti considerati attualmente più forti al mondo, il serbo Novak Djokovic e lo spagnolo Rafael Nadal, affrontato lo scorso anno ai Quarti di finale del Roland Garros.

Entrambi sono grandi campioni ed in conferenza Sinner ha parlato di tanti temi, uno tra tutti riguardava la differenza su terra battuta tra Novak Djokovic e Rafael Nadal.

L'analisi a fine match di Jannik Sinner

Parlando del match Jannik ha chiarito: "Quando affronti Novak vedi che risponde ad ogni palla e questo rende particolarmente difficile giocare contro di lui, si muove molto bene e cresce nei momenti importanti.

La cosa incredibile è che fa sempre la cosa giusta nei momenti decisivi del match. La tattica ad inizio match? Non posso svelarla (ride), ma Djokovic è un tennista quasi impossibile da battere se controlla il gioco, cercherò di rivedere questo match e imparare cosa posso migliorare in vista del nostro prossimo incontro"

Rispondendo alla domanda chi sia più difficile da battere tra Rafael Nadal e Novak Djokovic sulla terra battuta Jannik commenta: "È difficile rispondere e non voglio dire cose che possano offendere qualcuno.

Sono entrambi grandi campioni, Djokovic si difende molto bene da fondo e si muove alla grande, credo che questo gli permetta di adattarsi a qualsiasi superficie. Rafa ha una forza fisica che fa la differenza, è un giocatore che sulla terra battuta sembra giocare a casa sua, la sua pallina è molto pesante e questo fa tutta la differenza del mondo.

Sono due rivali durissimi da affrontare, ma non voglio dire chi sia il migliore. Le parole di Novak su di me? Fa piacere ascoltarlo, ma la strada è ancora lunga, lo si è visto anche nella gara. Devo imparare tanto, sopratutto nello gestire i momenti di gara e nei momenti decisivi.

Apprezzo le sue parole ma ho ancora molto da imparare. Felice? Non sono mai felice quando perdo, entro in campo per vincere e non mi interessa chi sia il mio avversario. Non mi interessa giocare bene, l'importante è vincere anche giocando male"