Massimo Sartori non ha dubbi sul futuro di Sinner



by   |  LETTURE 12612

Massimo Sartori non ha dubbi sul futuro di Sinner

Jannik Sinner non è riuscito a vincere il primo Masters 1000 della sua carriera la scorsa domenica. Il giovane tennista italiano ha giocato un torneo magnifico a Miami, dove ha dimostrato ancora una volta di essere diverso da tutti gli altri Next Gen.

Sinner ha infatti vinto in rimonta contro due giocatori del calibro di Karen Khachanov e Roberto Bautista Agut; proprio in queste due partite, l’altoatesino ha alzato il livello nei momenti più importanti e sorpreso gli avversari.

Gli unici sprazzi di umanità si sono intravisti solo in finale. Proprio nell’ultimo atto del Masters 1000 di Miami, contro Hubert Hurkacz, Sinner è apparso piuttosto stanco sia dal punto di vista fisico che mentale.

Una finale che non cancella l'ottimo cammino e i miglioramenti di Jannik.

Sartori su Sinner: "Tra qualche anno diventerà il più forte"

"Jannik sa giocare benissimo anche sul rosso” ha spiegato Massimo Sartori, l'allenatore che lo ha scoperto e succesivamente segnalato a Riccardo Piatti, in un'intervista al “Corriere dell’Alto Adige”.

“È una superficie che richiede un tennis più complesso sul piano tattico e tecnico rispetto al cemento. Jannik lo ha già dimostrato l’anno scorso a Roma e a Parigi. È proprio la sua attitudine tecnica che gli permette di essere forte anche sulla terra.

Lui è uno che attraversa la palla con le mani, nel senso che quando colpisce è sempre sotto la palla, ne ha il controllo e può muoverla come preferisce. Sulla terra, dove rispetto al cemento devi saper spingere la palla, questa caratteristica fa la differenza.

Come ho scoperto Sinner? Me lo segnalò Alex Vittur e quel giorno avrei voluto farlo giocare contro Seppi che però per un mal di schiena rinunciò. Così ci giocai io. Dopo un’ora ne uscii stremato.

Jannik tecnicamente già ora ha poco da migliorare. Come ricorda Riccardo, deve crescere solo in partite giocate ed esperienza, ma è già buon punto con tutti i match giocato in questi due anni nel circuito ATP.

Confermo la previsione di due anni fa. Jannik tra qualche anno diventerà il più forte. Quest’anno finirà la stagione tra i primi 10-12 del mondo e sarà a Torino per le ATP Finals, almeno come riserva.

Ha questa capacità fuori dal comune di imparare, creare un miglioramento anche a costo di cambiare direzione strada facendo. Non è un conservatore e se gli proponi di cambiare qualcosa, capisce e coglie. In più Jannik non conosce la paura, che invece attanaglia tanti altri tennisti” .