La conferenza di Jannik Sinner dopo la sconfitta in finale a Miami



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La conferenza di Jannik Sinner dopo la sconfitta in finale a Miami

Dopo una grande settimana Jannik Sinner era indicato da tanti come il favorito della finale del Miami Open. Le cose non sono andate come previsto ed il tennista azzurro ha sofferto probabilmente la pressione del grande match, cedendo in due set al polacco Hubert Hurkacz.

Per Hurkacz si tratta del primo Masters 1000 in carriera, trofeo che gli permette di raggiungere il Best Ranking come nuovo numero 16 al mondo. Jannik Sinner è stato molto lucido nel commentare la gara affermando che questa è stata probabilmente la sua peggior sfida nel corso del torneo.

La conferenza stampa di Jannik Sinner

Di questo e di tanto altro ha parlato cosi il tennista altoatesino, ecco le sue parole nello specifico: "Ho commesso davvero tanti errori non forzati, sopratutto nel tiebreak del primo set, ho servito male per tutto l'incontro e non riuscivo a giocare in profondità.

In tutto il torneo ho deciso di dettare io i tempi, commettevo tanti errori ma sinceramente oggi è stato diverso. Per me è un atiornata molto dura, perdere questa finale non è affatto facile. Sono contento per come è andato alla fine il torneo, non per la finale.

A volte vinci ed a volte impari, quando hai 19 anni e giochi la finale a Miami sai che è dura ma quello che vuoi è vincere. Ero nervoso fin dall'inizio, ma volevo davvero vincere. Non è stata la mia giornata, mi congratulo con il mio avversario.

Sinceramente ero venuto qui per vincere il torneo, sapevo che non c'erano Nadal, Djokovic, Federer e Thiem, quindi era una grossa opportunità per tutti noi. Cerco di lavorare in ogni gara nel modo giusto, provo ad andare a rete, fare il mio gioco e muovere i miei avversari, ci sono sempre riuscito tranne oggi.

Penso che dalla gara di oggi posso solo imparare, non riesco a commentare la gara ma è tutto nella mia testa. Ora non devo pensare alla sconfitta ma è tempo di tornare sulla terra battuta e di tornare al lavoro.

La prossima settimana disputerò subito un altro torneo, devo farmi trovare pronto. Parlando da NextGen devo dire che è stato un torneo positivo, c'eravamo in tanti di giovani e sinceramente ancora dobbiamo dimostrare che possiamo battere i migliori.

Quel momento arriverà, non so se tra due o tra cinque anni. Top 30? Se vinci le partite sai che prima o poi la classifica migliorerà, so dove mi trovo ma per me non è la classifica la cosa più importante ma i progressi fatti rispetto al torneo precedente.

Su Hurkacz: affrontarlo era una sensazione strana, non è stato facile. Mi piacerebbe continuare a giocare il doppio con lui, sia lui che il suo coach sono brave persone. Quando stai bene con qualcuno è più facile giocare insieme, lui ha 24 anni ed io 19, siamo entrambi giovani ed abbiamo davvero tanto tempo nel circuito. Ora però voglio riaffrontarlo in singolo e vendicarmi"