Binaghi esalta le imprese di Musetti e Paolini: "Valgono più dei successi di Sinner"

Il presidente della Federtennis esclama con orgoglio: "Non c'è più solo Jannik"

by Gennaro Di Giovanni
SHARE
Binaghi esalta le imprese di Musetti e Paolini: "Valgono più dei successi di Sinner"
© FITP

Dopo aver avuto almeno un giocatore e una giocatrice in semifinale al Roland Garros, è successo anche a Wimbledon. Se in campo femminile l’assoluta protagonista è Jasmine Paolini, in quello maschile stavolta non è Jannik Sinner a rendere orgogliosi i tifosi italiani, bensì Lorenzo Musetti, che mai si era spinto così in avanti in uno Slam.

Un risultato, che ovviamente rende felice anche Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, che ai microfoni di Supertennis ha manifestato la sua soddisfazione per il movimento italiano, in continua crescita: “Possono valere per il sistema anche più di quelli di Jannik che è un leader, ha già vinto gran parte di quello che c'è da vincere e che continuerà a vincere tornei e manifestazioni straordinarie", riferendosi alle imprese di Musetti e Paolini.

Poi è sceso nel dettaglio: Questo significa che non c'è solo Jannik, ma c'è un sistema che funziona. Un sistema che non è solo la Federazione, è fatto dai circoli, dagli insegnanti che sono migliori di vent'anni prima, dai dirigenti.

E questo sistema sta dando risultati inaspettati e non più solo sulla terra battuta”, sottolineando quanto l’erba stia diventando una superficie amica agli atleti tricolore", ha dichiarato.

"Questi ragazzi ci faranno godere per i prossimi 15 anni"

"La vittoria dell'Australian Open, un'emozione irripetibile che mi ha commosso così come l'ascesa di Jannik al numero 1 del mondo durante il Roland Garros.

Ma i piazzamenti ripetuti nei quarti di finale, in semifinale forse valgono di più per il sistema, perché significa che non è un fenomeno passeggero, non è un colpo di fortuna straordinario, non è solo un grandissimo giocatore, ma significa che le scelte fatte da un intero sistema che ci ha seguito 10-15 anni fa erano giuste e stanno dando frutti", ha detto orgoglioso.

Per poi concludere con un grande proclamo: "Vuol dire che ci siamo e che, come ho avuto modo di segnalare nei mesi scorsi, abbiamo una generazione di ragazzi e ragazze che ci farà godere per i prossimi quindici anni".

SHARE