Lorenzo Musetti racconta che cosa è cambiato in queste settimane di tennis sull'erba

Profonda analisi del tennista italiano che affronterà nella semifinale di Wimbledon Novak Djokovic

by Andrea Tebaldi
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Lorenzo Musetti racconta che cosa è cambiato in queste settimane di tennis sull'erba
© Julian Finney-Getty Images

Lorenzo Musetti è ovviamente raggiante dopo il successo contro Taylor Fritz che lo porta alla semifinale di Wimbledon. La prima semifinale Slam della sua carriera. Nella quale affronterà Novak Djokovic, avversario già affrontato qualche settimana fa al Roland Garros in un match terminato dopo le 3 del mattino.

"Nelle interviste – ha detto Musetti ho scherzato sul fatto che stavolta non finiremo alle 3 di notte. Battute a parte, come riporta il sito di Eurosport - è stata una bellissima partita dove ho avuto le mie chance e non le ho sfruttate, specialmente nel quarto dopo che avevo vinto secondo e terzo set.

Da Stoccarda ho iniziato a giocare meglio, un tennis più continuo e con l'atteggiamento giusto. Anche oggi, devo dirmi bravo per l'atteggiamento che ho tenuto in campo, specialmente dopo aver perso un primo set dove non avevo sentito troppo bene la palla e dove non avevo servito bene.

Probabilmente ero un po' nervoso. Da inizio secondo però ho avuto un atteggiamento migliore proprio a livello mentale e ho iniziato a sentirmi meglio, e di pari passo ho iniziato a giocare meglio. Di certo è quello che dovrò fare anche al prossimo turno con Djokovic".

Lorenzo Musetti: ”Non credo che in queste settimane abbia fatto la differenza il talento”

Musetti continua nella sua riflessione: "In queste settimane ha fatto la differenza non credo tanto il talento ma il fatto che mi sono messo in gioco come uomo, persona e giocatore.

È ovvio che il talento aiuta tanto, al quinto set ho cambiato marcia e il talento è stato dalla mia parte, ma non basta solo quello. In questi anni ho ottenuto poco rispetto a quello che posso raggiungere. Posso prendere consapevolezza da adesso di quello che posso diventare".

Sul fatto di essere diventato padre: "Invece di insegnare io a lui sta insegnando lui a me - ha detto Musetti -. Siamo cresciuti tutti. Avere un figlio di fa riflettere molto. Mi sto sentendo più maturo in campo e più maturo fuori.

Più maturo come persona e più maturo come tennista. Sicuramente, unito al talento questo può fare la differenza". Domanda inevitabile: semifinale a Stoccarda, finale al Queen's e ora semifinale a Wimbledon, come avrebbe risposto un mese fa? "Come Jasmine Paolini, che "Siete tutti pazzi 2.0".

Direi, come riporta ancora il sito di Eurosport, 'Un sogno che si avvera' perché è arrivato un po' a sorpresa. Ma la accogliamo bene questa bellissima settimana. Ho cambiato certe cose, specialmente nell'atteggiamento in campo.

Avevo perso troppe partite, troppe partite buttate via per essere un esteta. Essendo un fanatico del bel tennis e un esteta, il fatto di giocare male e sentire male la palla mi creava un po' di vergogna in me stesso di non riuscire ad apparire al meglio.

Poi ho capito che conta solo una cosa in questo sport vincere e occorre farlo anche non esprimendo il miglior tennis".

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