Le durissime parole di Maxime Janvier, numero 225 Atp, contro il mondo del tennis

Clamoroso attacco di Maxime Janvier contro il funzionamento del mondo del tennis: "Non auguro questa vita a nessuno"

by Andrea Tebaldi
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Le durissime parole di Maxime Janvier, numero 225 Atp, contro il mondo del tennis
© Clive Brunskill-Getty Images

Maxime Janvier, tennista francese numero 225 del mondo sconfitto a Wimbledon al primo turno dal cinese Zhizhen Zhang ha attaccato duramente il mondo del tennis. E ha sottolineato che se potesse ricominciare la sua vita non giocherebbe più a tennis.

E Janvier in questa intervista al quotidiano francese L'Equipe ha evidenziato anche che ”se non fosse stato per l'aspetto finanziario avrebbe già mollato da tempo”. Ecco il suo atto d'accusa. ”Il tennis mi disgusta molto, mi delude.

Quando ero più giovane non la pensavo affatto così. Non mi sarei mai dedicato al tennis se l'avessi saputo – ha analizzato il giocatore francese -. C'è una mancanza di stabilità permanente. Non puoi dare nulla per scontato e non ci sono tutele.

Non mi aspetto più nulla da questo sport. Quando ero più giovane amavo il tennis, oggi mi sembra molto ingiusto", ha detto. "Ci sono ragazzi nella top 300 che sono migliori dei ragazzi nella top 50 ma c'è chi riceve continuamente wildcard.

Ai giocatori viene impedito di salire in classifica. Chi è nella top 50 deve vincere solo una partita e questo vale già tanti punti quanto una finale Challenger. È praticamente impossibile arrivare in cima.

Se potessi ricominciare la mia vita, non giocherei a tennis, ma giocherei a calcio o a basket”.

Maxime Janvier: "Non lascio solo per l'aspetto finanziario"

Alla domanda perché allora non decide di lasciare il tennis, Janvier che ha 27 anni ha risposto così: "Per i premi in palio.

È molto difficile, perché un premio può cambiarti completamente la vita in tre mesi se giochi bene. Se non fosse stato per l'aspetto finanziario, avrei lasciato molto tempo fa. Se tra tre anni sarò nella top 400 mi darò tre mesi per risalire la classifica altrimenti lascerò".

Nell'intervista racconta anche di avere chiesto un prestito ad una banca: "Ero al verde, finivo il mese con perdite di 2.000 o 3.000 euro. Non potevo continuare, era insopportabile, orribile. Non avrò mai più un allenatore, sono due anni che sono solo.

Troppe spese, non guadagno nulla". L'intervistatore evidenzia che con la qualificazione a Wimbledon ha 70.000 euro assicurati: "Questo mi dà fastidio. È totalmente falso dire che vinco 70.000 euro. Prima di tutto tolgono le tasse del paese in cui giochi, normalmente il 20 o il 30%, e poi ti rimettono le tasse in Francia.

Tu devi poi pagare l'albergo, la fisioterapia, le corde, il cibo, i voli. Poi torno ai miei Challenger, dove al primo turno ci sono 400 euro lordi, se perdi, perdi soldi. Non augurerei a nessuno questa vita nel tennis". Infine le disparità di trattamento: "Il tennis è il mio lavoro.

Perdi in un qualsiasi turno di Wimbledon e il giorno dopo non puoi più entrare. Non ci rispettano, non ci trattano bene. Ci sono differenze di trattamento da sempre ad esempio per Nadal e Federer è sempre stato così: hanno i campi principali di allenamento per ore e noi invece dobbiamo condividere il campo.

In una competizione devi essere trattato equamente, ma non è così, è molto diseguale. È uno specchio della vita in generale”.

Maxime Janvier
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