Vavassori e Bolelli in coro: "Sogniamo una medaglia ai Giochi Olimpici di Parigi"

I due tennisti italiani hanno parlato dei motivi per cui giocano insieme e del sogno Olimpiadi

by Antonio Frappola
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Vavassori e Bolelli in coro: "Sogniamo una medaglia ai Giochi Olimpici di Parigi"
© Dan Istitene/Getty Images

Dal nostro inviato - La gioia del pubblico, l'atmosfera da Coppa Davis o perché no da Giochi Olimpici e una super vittoria sul Pietrangeli: sono tante le emozioni provate quest'oggi da Andrea Vavassori e Simone Bolelli.

I due tennisti italiani hanno guadagnato l'accesso alle semifinali del Masters 1000 di Roma e proveranno ad agguantare la finale nella sfida che li vedrà opposti a Marcelo Arevalo e Mate Pavic. Un successo - quello ai danni di Wesley Koolhof e Nikola Mektic - legittimato con una prestazione da urlo capace di far sognare tutti in ottica Roland Garros e Olimpiadi.

Vavassori e Bolelli in coro: "Sogniamo una medaglia ai Giochi Olimpici di Parigi"

Spesso sono i dettagli a fare la differenza e il game salvato in apertura di secondo set ne è la prova. "Le partite girano su alcuni punti importanti ed è stato fondamentale quel gioco.

Ho piazzato due seconde molto pesanti, ci siamo guardati e ci siamo detti che quello era il momento" , ha detto Vavassori in conferenza stampa prima di soffermarsi sul sogno di conquistare una medaglia ai Giochi Olimpici di Parigi 2024.

"Per me sarebbe una emozione incredibile. Per uno sportivo le Olimpiadi rappresentano un sogno e arrivarci inserirne a un amico è speciale. Dovremmo essere quasi sicuri del posto e ci godiamo il momento. Stiamo lavorando bene, siamo un team affiatato" .

Dello stesso parere è Bolelli, che ha partecipato una sola volta alle Olimpiadi a Pechino nel 2008, quando pescò all'esordio Roger Federer e Stan Wawrinka. "Anche per me è un sogno, ho giocato solo quelle di Pechino.

Poi si giocano a Parigi, sulla terra battuta e c’è la speranza di fare qualcosa di speciale e di unico conquistando una medaglia. Io e Andrea giochiamo insieme dalla stagione su erba dello scorso anno. Il doppio è una cosa naturale per lui e per le caratteristiche che ha.

Gli riesce davvero bene. Serve bene, copre benissimo la rete e ha una visione di gioco proprio da doppista. È una cosa naturale. Io non avevo questa caratteristica e l'ho notata subito in lui" . Sui motivi per cui hanno deciso di giocare insieme e sul discorso singolare entrambi hanno fornito risposte interessanti.

"Questa coppia è nata lo scorso anno, io giocavo con Fabio Fognini. Dopo Parigi si è infortunato e ha deciso di focalizzarmi sul singolare per recuperare posizioni in classifica. Così abbiamo provato a giocare insieme io e Andrea, anche perché siamo amici ed entrambi italiani.

Avrei potuto fare di più in singolare, ma non è una rivincita personale. Ho preso una scelta nel 2019, perché sapevo di non poter ritornare più a giocare a determinati livelli. In doppio mi sto togliendo diverse soddisfazioni e posso giocare per diversi anni ancora( ride, ndr) .

" , ha spiegato Bolelli. Vavassori ha invece dichiarato: "Ringrazio il doppio, perché mi ha permesso di giocare a questi livelli. Sto crescendo anche in singolare e so che è difficile coniugare le due cose. Ora giocherò la semifinale a Roma e lunedì o martedì iniziano le quali in singolare al Roland Garros.

Non è facile. Non molte persone hanno creduto in me, in questo senso è una rivincita. Bisogna continuare a lavorare, finalmente ho trovato il compagno giusto e me lo tengo stretto. La finale raggiunta in Australia ha ovviamente cambiato la mia prospettiva" .

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