Adriano Panatta senza freni: che stoccata a Nicola Pietrangeli

L'ex tennista ha elogiato Jannik Sinner ma allo stesso tempo dato una stoccata a Pietrangeli

by RedazioneMia
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Adriano Panatta senza freni: che stoccata a Nicola Pietrangeli
© Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

Nessun italiano come Jannik Sinner nella storia del tennis. L'altoatesino ha scritto una pagina importantissima della sua carriera con il trionfo al Master 1000 di Miami: l'azzurro ha sorpassato nel ranking mondiale Carlos Alcaraz al numero 2 del mondo, diventando il primo azzurro a entrare nella top 2 della graduatoria.

A sottolineare lo splendido traguardo è stato lo stesso Adriano Panatta in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera. L'ex tennista, mentre elogiava i risultati (e non solo) del talentuoso 22enne di San Candido, ha rifilato una stoccata a Nicola Pietrangeli: "Intanto godiamoci Sinner, che scavalca così Nicola: Pietrangeli è stato numero 3 quando la classifica se la faceva lui!

Quando Borg vinceva tanto, io e Nastase scherzavamo dicendo che era figlio del diavolo, perché è nato il 6/6/56. Djokovic ha perso il suo vantaggio: Sinner e Alcaraz sono cresciuti, non sono più ragazzi.

Dice che vuole l’Olimpiade, il serbo: okay ma quanto ancora potrà andare avanti a giocare contro questi giovani fortissimi? Non lo vedo bene" ha affermato.

E sul rovescio a una mano

Panatta si è poi esposto sul rovescio a una mano, che è diventato sempre più oggetto di dibattito per la scarsità di tennisti che lo eseguono.

Lunedì è tornato nuovamente in top 10 grazie all'entrata di Grigor Dimitrov. Sul tema il 73enne romano ha evidenziato: "Ammiro la capacità di giocare in modo così violento, l’abilità di rispondere a servizi che arrivano a 230 km all’ora.

Torno sui materiali. Ha presente il passante di rovescio in corsa sulla riga di Sinner a Dimitrov a Miami? Con le racchette della vecchia generazione (non parlo del legno: la vecchia generazione in fibra di carbonio), non si faceva. Non era possibile. In questo, ecco, qualcosa di magico c’è".

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