Perché non c'è quasi più il rovescio a una mano? La spiegazione di Paolo Bertolucci

L'ex capitano di Coppa Davis afferma: "Per noi esteti un lutto da elaborare ma il colpo a due mani dà troppi vantaggi"

by Andrea Tebaldi
SHARE
Perché non c'è quasi più il rovescio a una mano? La spiegazione di Paolo Bertolucci
© Justin Setterfield/Getty Images

Questa settimana è storica. Nessun giocatore tra i primi 10 del mondo ha il rovescio a una mano. Non era mai successo da quando il computer ha iniziato a stilare le classifiche. E Paolo Bertolucci ex tennista italiano, storico partner di Adriano Panatta tra i vincitori della Coppa Davis 1976 e oggi commentatore di Sky Sport, dà la sua chiave di lettura in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Con una premessa però: "Per noi esteti è un lutto da elaborare".

Bertolucci: "Assistiamo ad un impoverimento estetico ma il rovescio a due mani dà troppi vantaggi"

"Assistiamo a un impoverimento estetico senza precedenti – afferma Bertolucci - : ma purtroppo, con le racchette moderne e il tipo di gioco che si è imposto, i vantaggi di giocare il rovescio a due mani sovrastano la voglia di mantenerlo a una.

Il rovescio a due mani è più facile da eseguire e questo, in partenza, ne decreta il successo e la diffusione". Bertolucci elenca i vantaggi che nel tennis di oggi dà il rovescio a due mani: "I vantaggi sono tanti – afferma – in ogni aspetto del gioco: dai colpi portati sopra la spalla ai recuperi laterali, a due mani, ogni volta, guadagni un passo.

Con l’aiuto della mano sinistra, si fanno i miracoli. Su 25 rovesci piatti se ne gioca uno solo in back, capito perché è troppo importante avere il rovescio bimane anziché indulgere sulla bellezza romantica di quello monomane? Con battitori sempre più alti e potenti, il rovescio a due mani è la difesa migliore per le bordate di servizio che viaggiano costantemente sopra ai 200 all’ora.

È vitale sapersi difendere, per poi contrattaccare".

L'ex capitano di Coppa Davis: "Il gioco si evolve in una direzione precisa e non possiamo fare niente per fermarlo"

Bertolucci è un amante del rovescio a una mano e non lo nasconde: "Ve lo immaginate Roger Federer a due mani? O Wawrinka con quel pezzo unico da museo?”.

Ma spiega che ”la mia,era una generazione di rovesci a una mano anche perché il tennis era meno muscolare e violento, c’era più spazio per la bellezza e l’arte. E poi noi non giocavamo frontali come fanno oggi: io scivolavo a destra con la gamba destra, a sinistra con la gamba sinistra, che tipicamente è meno forte della gamba dominante.

Oggi invece non c’è più differenza: tutti lavorano per avere nei due arti la stessa potenza muscolare. Due colpi uguali, di conseguenza, sono sinonimo di solidità estrema. Il gioco si evolve in una direzione precisa e non possiamo fare niente per fermarlo.

L’estinzione del rovescio monomane, però, mi dispiace da morire: per noi esteti è un lutto da elaborare".

Paolo Bertolucci Coppa Davis
SHARE