Il drammatico racconto di Becker: "In prigione non sei nessuno. Sei solo un numero"

L'ex campione tedesco ha parlato per la prima volta della sua esperienza presso il penitenziario di Huntercombe

by Antonio Frappola
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Il drammatico racconto di Becker: "In prigione non sei nessuno. Sei solo un numero"

Boris Becker ha sfruttato uno dei regolamenti seguiti dalle prigioni britanniche ed è stato estradato in Germania. Quest’ultimo, infatti, consente a qualsiasi cittadino straniero che sta scontando una pena fissa ed è eleggibile per l’espatrio dal Regno Unito, di venir allontanato dal carcere ed espulso, fino a 12 mesi prima dal momento di rilascio dalla pena.

L’ex campione tedesco, espulso dall’Inghilterra, trascorrerà gli ultimi dodici mesi di pena in regime di libertà condizionata e potrà festeggiare con la sua famiglia le vacanze di Natale. Il tre volte vincitore di Wimbledon era stato condannato a due anni e mezzo per bancarotta fraudolenta.

Il caso riguardava un debito contratto anni fa da Becker nei confronti della banca privata Arbuthnot Latham & Co e altri finanziatori. Inutili sono risultati i tentativi di estinguere il debito ipotecando varie proprietà immobiliari, in particolare una a Maiorca.

Boris Becker: "In prigione non sei nessuno. Sei solo un numero"

Becker ha parlato per la prima volta della sua esperienza, durata più di 7 mesi, presso il penitenziario di Huntercombe, nell’Oxfordshire. “In prigione non sei nessuno.

Sei solo un numero. Il mio era A2923EV” , ha raccontato Becker all’emittente televisiva Sat 1. “Non mi chiamavo Boris, ero davvero solo un numero. E a nessuno frega un c***o di chi sei. Credo di aver riscoperto l’umano in me, la persona che ero una volta.

Ho imparato una dura lezione, molto costosa e molto dolorosa. Ma l’intera faccenda mi ha insegnato qualcosa di molto importante e utile. E alcune cose accadono per una buona ragione. Ultimo giorno in prigione? Dalle sei di quella mattina mi sono seduto sul bordo del letto e ho sperato che la porta della cella si aprisse.

Sono venuti a prendermi verso le 7:30, hanno aperto la porta e mi hanno chiesto: ‘Sei pronto? ‘ . E io ho risposto: ‘Possiamo andare! ‘ . Avevo già preparato tutto in anticipo” . Photo Credit: Reuters

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