Dai segreti del rovescio alla sconfitta difficile con Djokovic: le parole di Musetti



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Dai segreti del rovescio alla sconfitta difficile con Djokovic: le parole di Musetti

Un anno pieno di successi per Lorenzo Musetti. Il tennista azzurro ha conquistato il primo titolo in carriera, vincendo prima sulla terra rossa di Amburgo, per poi replicarsi a Napoli, battendo il connazionale Matteo Berrettini.

Questi due trionfi, uniti ad altri ottimi tornei, l’hanno portato a scalare la classifica mondiale. Merito di questa stagione, che finirà con l’impegno di Coppa Davis, è anche del suo team, partendo dal coach Simone Tartarini.

“Sono cresciuto con lui. – ha dichiarato il numero tre d’Italia in un’intervista rilasciata a Tennis Magazin - Abbiamo un rapporto speciale. Per me era importante averlo al mio fianco. Abbiamo da poco iniziato a collaborare con Umberto Rianna (l'ex allenatore di Matteo Berrettini, ndr).

Ora sento che siamo una buona squadra per giocare a questo livello”. Se si parla però di Lorenzo Musetti, non si può non pensare al suo rovescio a una mano: “Nessuno me l'ha insegnato. È venuto naturalmente.

Quando ho preso in mano la mia prima racchetta, ho giocato il rovescio a una mano. Penso di aver fatto la scelta giusta. Non ho mai voluto cambiare”. Tuttavia, nonostante tale naturalezza, il suo rovescio preferito è di un bimane come David Nalbandian: “Secondo me ha avuto uno dei migliori rovesci del tour.

A volte, quando sto colpendo un vincitore di rovescio lungo la linea, mi immagino David. Federer è stato il mio idolo d'infanzia. Ma quando si tratta di rovescio, penso a Nalbandian”.

Dalla varietà di gioco ai match persi

Avere una varietà di gioco come quella di Lorenzo Musetti può essere a tratti una benedizione a tratto una maledizione.

“Può essere entrambi. Ma ora è più una benedizione. Perché se sai come gestire tutte queste cose, puoi ottenere risultati importanti. A volte può essere una maledizione, ma fa parte del gioco.

Accetto questo”, ha dichiarato il tennista toscano. Ultime battute invece sulle sconfitte più dolorose, come quelle contro Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas rispettivamente al Roland Garros di questo anno e dello scorso anno: in entrambi casi, Musetti era in vantaggio di due set.

“Penso di aver giocato due delle migliori partite della mia vita contro di loro. Ma non era abbastanza. Sono state sconfitte difficili, ma importanti per capire dove dovevo migliorare”, ha terminato l’azzurro. Photo credits: Riccardo Lolli - Tennis Napoli Cup