Fritz senza limiti: "Dopo le Finals di Torino voglio una finale Slam"

L'americano parla dei suoi obiettivi e della sua crescita

by RedazioneMia
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Fritz senza limiti: "Dopo le Finals di Torino voglio una finale Slam"

Taylor Fritz è l'uomo del momento. E' il primo americano dal 2017 ad entrare in top 10, si è aggiudicato già un Master 1000 e un Atp 500, punti che gli valgono l'attuale settimo posto nella race per leFinals di Torino.

Già lo scorso anno però Taylor sentiva che le cose erano cambiate, grazie anche all'ingresso nel suo staff di gente come Annacone, ex coach di Roger Federer. Lo statunitense si è così confidato ad Atptour.com

"Da tempo mi sentivo da top 10"

"A quel punto tutto ha iniziato a mettersi a posto, e con l'avvicinarsi di quest'anno molte persone hanno iniziato a chiedermi di cosa avevo bisogno per rompere la barriera dei primi 10.

Ho detto loro che non c'era niente di speciale, che dovevo continuare a giocare come stavo facendo. Era chiaro che avevo bisogno di buoni risultati, ma già all'inizio della stagione sentivo che il mio livello era da top 10, nonostante fossi intorno al numero 20.

Dalla fine dello scorso anno credevo che la top 10 fosse assolutamente realizzabile", confessa Fritz, che ha imparato ed è maturato dalle sconfitte. "Penso che la top ten sia un traguardo impressionante per ogni giovane che inizia a giocare a tennis.

Riuscire a raggiungere quell'obiettivo è un sogno. È chiaro che tutti vogliono essere i numeri uno al mondo, essere i primi 5, Voglio raggiungere molto di più, ma potrò sempre dire di essere stato tra i primi 10.

Nessuno potrà mai portarmelo via", ha affermato con orgoglio Fritz, che ha emulato la madre, ex top 10 Wta negli anni 80."Nel breve periodo è ovvio che il mio obiettivo principale è quello di qualificarmi per Torino (le ATP Finals).

Finire tra gli otto migliori al mondo è un obiettivo molto chiaro che si deciderà tra un mese. Ma Fritz punta in grande: "Mi piacerebbe passare una fantastica settimana in un Grande Slam. Il mio prossimo obiettivo è fare le semifinali o la finale di quei tornei.

Ho raggiunto i quarti di finale a Wimbledon e ci sono andato molto vicino. Inoltre, l'anno scorso abbiamo parlato molto nella mia squadra sul fatto che avremmo dovuto avere una mentalità da top 10: una volta arrivato a circa il numero 12 al mondo ci siamo resi conto che dovevamo avere una "mentalità da top5". Photo Rakutenopen Ig

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