"Non lo posso accettare". Il dolore di Juan Martin Del Potro



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"Non lo posso accettare". Il dolore di Juan Martin Del Potro

Juan Martin Del Potro ha parlato delle sue condizioni fisiche dopo l’ultimo trattamento subito in Svizzera: «Non ho avuto nemmeno un risultato positivo».

Juan Martin Del Potro, lo sconforto del Martello di Tandil

Era il 7 febbraio 2022 quando Juan Martin Del Potro giocò, a Buenos Aires, la sua ultima partita in carriera.

Da allora solo nuovi capitoli di un calvario che ha placato la carriera di uno dei giocatori più amati del circuito. Al New York Post, le sue, sono parole di sconforto: «Psicologicamente non posso accettare una vita senza tennis.

Non ho avuto un passaggio graduale al dopo, non mi sono preparato, non ho idea di cosa abbiano fatto gli altri atleti per vivere questo processo in pace. Ero il numero 3 al mondo, poi all'improvviso mi sono rotto le ginocchia ed eccomi qui, senza niente».

Senza niente, perchè anche la nuova tappa in Svizzera non ha sortito effetti: «Sono andato recentemente in Svizzera per vedere un altro specialista. Ho iniziato un'altra cura, mi è stata consigliata da molti tennisti e fino ad ora non ho avuto nemmeno un risultato positivo.

Immaginate come possa sentirmi dopo ogni tentativo di trattamento o intervento chirurgico, la frustrazione che posso provare quando le cose non funzionano. Siccome la speranza è l’ultima a morire, almeno per me, ho fiducia in ogni nuovo trattamento che provo e quando fallisce, mi colpisce duramente».

Numero 3 del mondo nell’agosto del 2018, il “Gigante Buono” ha conquistato due medaglie olimpiche, la Davis del 2016, lo US Open del 2009 e 3 Masters 1000. Il tutto senza avere mai avuto una reale tregua dagli infortuni, tanto da fermarsi prima nel 2014 a causa del polso sinistro, quindi nel 2018 per una frattura alla rotula con conseguenti 31 mesi di stop, sino alla singola gara giocata in Argentina a febbraio.

Questo il presente del Martello di Tandil: «Questa è la mia realtà, che è dura, è triste, ma cerco sempre di migliorare la mia situazione e la mia nuova sfida è anche quella di vivere nel miglior modo possibile, anche psicologicamente, nonostante il mio problema».