"Amo quello che faccio adesso" Barty e la felicità senza il tennis



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"Amo quello che faccio adesso" Barty e la felicità senza il tennis

Felice, sposata, lontanata dal tennis. Ashleigh Barty si è adattata alla nuova normalità dopo il ritiro dal tennis, e nel corso di un'intervista rilasciata al "The Age" ha parlato della sua nuova vita a cuore aperto.

"Non ritornerò a giocare, questo è certo. La porta è chiusa amo quello che sto facendo in questo momento fuori dal campo. Non la definerei una nuova vita, semplicemente una vita diversa. Ho un approccio diverso alle cose" ha spiegato.

Dall'annuncio sono passati esattamente cinque mesi. "Diciamo che è successo tutto quello che mi aspettavo. Ho trovato abbastanza semplice passare da una cosa all'altra. sentivo che il momento giusto per prendere questa decisione fosse arrivato" Stesso destino per Serena Williams, seppur in circostanze completamente differenti.

Lo Slam newyorkese sarà infatti per la ventitré volte campionessa Slam l'ultima avventura da giocatrice professionista. "La prima volta che abbiamo giocato contro ero molto giovane e inesperta. Quattro anni dopo quando ci siamo reincontrate avevo avuto ottime chance di vincere quella partita.

Lei era semplicemente stata più brava, insomma, parliamo di una delle giocatrici più grandi della storia di questo sport. Mi sarebbe piaciuto affrontarla per un'ultima volta, fa parte del mio spirito. Sono contento si sia fatta una famiglia e abbia avuto una figlia, il mio augurio ovviamente è quello che stia bene e che sia felice" ha spiegato.

Barty si è poi ovviamente soffermato sul 'nuovo' lavoro in Accademia con Craig Tyzzer e Jason Stoltenberg. "Si tratta di due allenatori che hanno avuto un impatto incredibile nella mia carriera, quindi sono molto felice di poter lavorare con loro a questo punto.

Ora che siamo tutti e tre insieme sullo stesso progetto abbiamo l'esperienza sufficiente per lavorare nella maniera migliore a questo nuovo progetto" Qualche parola anche sull'attuale stato di salute del tennis australiano.

"Siamo probabilmente in una fase di assestamento. Abbiamo discusso, abbiamo già parlato, crediamo che i margini di miglioramento siano incredibilmente alti. Speriamo ovviamente che questa Accademia possa essere un punto di svolta per il nostro tennis.

Vogliamo essere presenti nel circuito e cercare di convincere i più giovani a realizzare i propri sogni"