"Non avere un allenatore funziona": Kyrgios sempre più sicuro di se stesso



by PERRI GIORGIO

"Non avere un allenatore funziona": Kyrgios sempre più sicuro di se stesso

Dopo la sconfitta contro Hubert Hurkacz a Montreal, di pura stanchezza, Nick Kyrgios non apporta particolari modifiche al copione contro Alejandro Davidovich Fokina a Cincinnati. Continua la cavalcata del talento australiano, un giocatore completamente nuovo - e decisamente più consapevole del proprio potenziale - dalla finale ai Championships.
"Sto giocando tanto, ma sono sempre più motivato.

Vedo il traguardo. Dopo gli Us Open tornerò a casa per stare con la mia famiglia ed è un pensiero costante ovviamente. Sono stanco, ma non posso fare altro che guardare avanti e ragionare partita dopo partita" ha spiegato con grande lucidità.

Parole al miele anche per l'avversario. "Ha un gioco molto divertente e sono sicuro che avrà davvero un'ottima carriera. Oggi faceva molto caldo quindi sono molto contento di aver vinto contro un giocatore così talentuoso, sono soddisfatto"
A Cincinnati ricordi indelebili, certo, ma la chance di evitare 'drammi' è finalmente più importante.

"Qui ho dei ricordi strani, quasi come se lanciassi una moneta e non sapessi mai quale versione di Kyrgios si trova in campo. Questa settimana spero semplicemente le cose siano tranquille: voglio godermi il torneo e vincere il maggior numero di partite possibili.

Ho buone sensazioni e voglio essere al 100% agli Us Open" La presenza di un allenatore continua a non essere necessaria per il talento australiano, che ha ovviamente sviluppato una routine maniacale. "Studio i miei avversari da solo e penso di essere abbastanza bravo.

Ho sempre guardato un sacco di match, anche quando ero piccolo, quindi riesco a catturare con una certa facilità quali sono i punti deboli e i punti di forza dei miei avversari. Conosco anche il mio stile di gioco e so cos'è più funzionale per me.

Per esempio se con giocatori come De Minaur, Medvedev o Fokina allungo troppo il numero degli scambi rischio di vincere meno punti. Contro questi avversari devo andare di più a rete ed essere più aggressivo, ne sono perfettamente consapevole.

Non avere un allenatore ha sempre funzionato per me" Consapevolezza, dicevamo, fondamentaler per Kyrgios: "Sono stato un giocatore troppo emotivo per tutta la mia vita. Mia madre mi ha visto crescere così. Non ho mai accettato una sconfitta senza poi colpevolizzarmi.

Essere così fa parte di me, ma per esempio in questo momento mi arrabbio di meno in campo e questo per me fa la differenza"

Nick Kyrgios