"Non mi interessa cosa pensa la gente": di Kyrgios prima dei quarti a Montreal



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"Non mi interessa cosa pensa la gente": di Kyrgios prima dei quarti a Montreal

Dare continuità alla finale di Wimbledon, al successo a Washington e soprattutto alla prova di sopravvivenza con Daniil Medvedev. Detto, fatto per Nick Kyrgios che supera senza particolari difficoltà il derby con Alex de Minaur ai piedi dei quarti di finale nel '1000' di Montreal.

"Non è mai facile giocare contro un amico" ha detto in conferenza stampa "Durante la giornata non mi ero sentito troppo bene, quindi sono sorpreso del rendimento che sono riuscito ad avere durante la partita.

Ho seguito il piano-partita alla perfezione e sono molto soddisfatto di quello che sto facendo" ha ribadito con grande sicurezza. "In questo momento sono al massimo della fiducia in me stesso nonostante la stanchezza.

Continuo a colpire molto bene la palla e a servire come al solito, ma sono soprattutto contento di come sto gestendo la cosa da fondocampo negli scambi prolungati. Ci sono molte cose che mi stanno spingendo a trovare gli stimoli giusti, ma sono ovviamente stanco" ha confermato alla vigilia della sfida di quarti con Hubert Hurkacz.

Kyrgios ha confermato di aver sentito un po' il cambio dal Campo Centrale al Campo 1 con un velo di polemica. "Avrebbero potuto darmi più tempo per adattarmi. Diciamo che volevo finire nel minor tempo possibile, vincendo o perdendo.

Finire la partita e andarmene è stato un sollievo, non posso assolutamente dire di essermi divertito" Il talento australiano ha poi avuto modo di analizzare il suo personaggio fuori dal campo. Personaggio senza mezze misure, forse menefreghista, ma genuinamente sincero.

"Non mi interessa se alle persone non piaccio. Se non piace il mio tennis, come mi vesto o il modo di stare in campo. Dall'inizio della mia carriera tutti hanno un'idea di me figlia del modo di come mi comporto quando gioco.

Immagine che non potrebbe essere più lontana dalla realtà. Quello che si vede in campo non rispecchia i miei valori fuori e le persone che mi stanno accanto lo sanno perfettamente. Credo anche per essere un atleta di successo tu debba avere due personalità ben distinte: una in campo e una fuori.

Non puoi essere una persona super generosa e gentile sia in campo che fuori, se fosse così sarei un pessimo giocatore" ha concluso.