Dal doping al trasferimento in Italia, Franco Agamenone si racconta: "È stata dura"



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Dal doping al trasferimento in Italia, Franco Agamenone si racconta: "È stata dura"

Una storia interessante, tutta da raccontare. Franco Agamenone sta vivendo un grande sogno al 250 di Umago, nel quale ha ottenuto le prime vittorie nel circuito maggiore e la prima semifinale Atp in assoluto. Una carriera in grande ascesa per il tennista azzurro, nato a Rio Cuarto in Argentina, che ha dominato l'incontro col connazionale Marco Cecchinato e si è garantito l'opportunità di sfidare l'altro italiano Jannik Sinner, testa di serie numero 2.

Il 29enne ha dovuto vivere varie fasi della propria vita, alcune molto difficili come l'improvvisa positività al doping e il trasferimento in pianta stabile in Italia. Tutto questo, nel dettaglio, è stato raccontato dal giocatore davanti ai media in conferenza stampa.

Le curiosità su Agamenone

"Lavoro ogni giorno per raggiungere il meglio sia dal punto di vista mentale che a livello di tennis, cercando di migliorarmi sempre. Qui ho trovato le condizioni migliori per giocare, mi piace tanto questo torneo e il posto è bellissimo.

Fin dalla prima partita mi sono sentito bene e ai quarti ho disputato una grandissima gara con un livello di gioco alto. Le sensazioni sono molto buone" è quanto ribadito a più riprese dopo la splendida vittoria.

Poi ha sottolineato, 'avvertendo' la concorrenza: "Riesco ad adattarmi a tutti i tipi di gioco, Marco ha un ottimo servizio in kick ma ho avuto fin da subito il giusto ritmo per rispondere dentro il campo e metterlo in difficoltà.

Siamo tutte persone umane, si può pensare di vincere con tutti. La mia concentrazione resta su me stesso, non tanto sull’avversario. Poi il risultato sarà ‘solo’ una conseguenza" ha sottolineato.

La sua storia: "Purtroppo in questo momento l’Argentina non sta vivendo un bel momento, ci sono diversi problemi economici. Quindi questa è stata la ragione più importante per cui mi sono trasferito in Italia.

Era difficile fare un programma dei tornei, prima venivo qua da maggio ad agosto ma non avevo una base e un luogo dove allenarmi. A Lecce ho trovato una casa, una famiglia e gente che mi vuole bene. Per me è importantissimo e mi ha dato la possibilità di giocare al massimo delle mie capacità" ha spiegato.

"Sono stato quasi un anno senza giocare causa doping. Purtroppo nel 2019 stavo disputando un Challenger in Europa e mi hanno comunicato che il test ha avuto esito positivo. È stato contaminato un integratore che prendevo, ho dovuto affrontare una tappa molto dura della mia vita.

A causa di un errore del mio medico, nonché un po’ di sfortuna, sono stato penalizzato per circa 9 mesi. Sono tornato nel 2020 senza ranking, dopo due competizioni è scoppiata la pandemia. Poi la decisione di stabilizzarci in Italia e di cominciare questa lunga scalata. Non ho 'preferenze', sono legato a entrambi i Paesi" ha concluso.