Kyle Edmund ‘rivede la luce’ dopo quasi due anni



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Kyle Edmund ‘rivede la luce’ dopo quasi due anni

Dopo quasi due anni pieni di assenza totale dal circuito, Kyle Edmund rivede la luce in fondo al tunnel. Il tennista britannico classe 1995 ha disputato l’ultimo torneo in singolare a Vienna a fine ottobre-inizio novembre 2020, dopodiché ben tre interventi al ginocchio ne hanno frenato bruscamente la carriera.

L’ex numero 14 del mondo ─ che nel frattempo è scivolato alla 497esima posizione del ranking ATP ─ ha però da poco ripreso in mano la racchetta e ha partecipato in doppio misto a Wimbledon con la connazionale Olivia Nicholls (uscendo al primo turno contro la coppia statunitense Sock-Gauff).

Edmund che, in una intervista concessa al sito ufficiale dell’ATP, ha ripercorso il suo lungo calvario fino ad arrivare al tanto atteso ritorno in campo, che adesso lo fa sentire nuovamente “un tennista piuttosto che un professionista della riabilitazione” pur dovendo accettare la convivenza col problema al ginocchio nonostante l’operazione.

Edmund: “Non è tutto risolto, ma oggi mi sveglio felice”

Il sito ufficiale dell’ATP ha posto i propri microfoni al tennista britannico Kyle Edmund, appena tornato a giocare dopo quasi due anni di stop a causa di un problema al ginocchio per il quale ha dovuto subire tre interventi chirurgici.

Nel corso dell’intervista, il 27enne nativo di Johannesburg ha ripercorso il doloroso calvario vissuto, ammettendo di dover ormai convivere con questo problema ma anche di poter nuovamente considerarsi un tennista a tutti gli effetti.

“Era doloroso giocarci, così ci ho giocato per un po', probabilmente due anni” , ha esordito Edmund. “Ho pensato di allenarmi per guarire dall'infortunio, ma non ce l'ho fatta. Ho pensato: «Non voglio giocare il resto della mia carriera sentendomi così.

Quindi facciamo qualcosa» . Ci è voluto molto tempo. Non si tratta di una lesione che guarisce da sola e non c'è una procedura semplice da seguire. È solo qualcosa che ormai fa parte della mia vita.

L'ho accettato. Mi troverò sempre di fronte a questo problema. Non è che, ora che ho subito tre operazioni, sia tutto risolto. Ma sono felice di dove sono e posso godermi il gioco ora, svegliandomi e dicendo che sono un tennista piuttosto che un professionista della riabilitazione, come mi sono sentito per molto tempo” .

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