Wimbledon - La domanda del giornalista mette in imbarazzo Rybakina

La giovane tennista nativa di Mosca, che ha raggiunto una storica finale a Wimbledon, manifesta il suo disagio

by Giuseppe Migliaccio
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Wimbledon - La domanda del giornalista mette in imbarazzo Rybakina

La spedizione a Wimbledon si sta rivelando particolarmente fruttuosa per Elena Rybakina, che sui campi dell’All England Club ha raggiunto un risultato storico: mai una tennista del Kazakistan si è spinta fino alla finale (in realtà già alla semifinale) in un torneo dello Slam e mai ha ottenuto un piazzamento nel ranking così elevato (12).

A farne le spese è stata la ex numero 1 del mondo Simona Halep, battuta con un doppio 6-3 in un'ora e 16 minuti di gioco. La figura di Elena Rybakina, tuttavia, ha attirato le attenzioni di appassionati e addetti ai lavori non solo per quanto dimostrato in campo, ma anche per il discorso relativo alla sua nazionalità.

Nata a Mosca il 17 giugno 1999, la giovane giocatrice ha scelto, nel giugno 2018, di abbandonare la federazione russa per accasarsi in quella kazaka. E alla domanda di un giornalista che le ha chiesto se si sentisse più russa o più kazaka, Rybakina ha risposto, mostrandosi piuttosto imbarazzata, in questo modo: “È una domanda difficile, ma voglio dire che, anche se sono nata in Russia, rappresento prima di tutto il Kazakistan.

È già un lungo percorso per me. Giocavo alle Olimpiadi e in Fed Cup. Ho ricevuto tanto aiuto e sostegno. Sento il sostegno della gente e sono molto felice di rappresentare il Kazakistan perché penso di portare anche dei risultati, il che è molto positivo per lo sport in Kazakistan.

Sì, per me è una domanda difficile, solo per dire esattamente come mi sento” .

Tsurenko e il disagio di affrontare tenniste russe o bielorusse

Nella sconfitta rimediata al Roland Garros contro la dominatrice assoluta Iga Swiatek – datata 23 maggio – l’esperta tennista ucraina Lesia Tsurenko aveva commentato, tra le altre cose, la decisione presa dagli organizzatori di Wimbledon di vietare la partecipazione a russi/e e bielorussi/e, dicendosi d’accordo con la scelta.

Non solo, la 33enne aveva dichiarato addirittura di sentirsi a disagio pensando alla eventualità di affrontare avversarie delle due nazionalità in un torneo, visti i noti fatti bellici tra Russia e Ucraina. “Non mi sento bene quando gioco contro giocatrici russe o bielorusse perché mi ricordano quello che sta succedendo nel mio paese.

Mi sono persino chiesta se debba giocare quelle partite o ritirarmi, nel caso in cui dovessi affrontarle. La mia decisione finale è quella di giocare, non ho più 20 anni, non so per quanto tempo ancora sarò qui, quindi voglio cogliere l'opportunità di continuare a giocare partite.

Ma è doloroso, vorrei sempre non doverle incrociare nei sorteggi, mentalmente è molto complicato” . 👇🏻 Seguiteci anche su Instagram 👇🏻
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