Nick Kyrgios commenta lo sputo verso il pubblico: "Mi ha mancato di rispetto"



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Nick Kyrgios commenta lo sputo verso il pubblico: "Mi ha mancato di rispetto"

Vorrei poter per una volta scrivere di Nick Kyrgios parlando soltanto dei meriti sportivi e di una vittoria conquistata senza polemiche, ma non sarà questo il giorno. Dopo una lunga battaglia contro il britannico Paul Jubb e il pubblico del campo 3, l’australiano stacca il pass per il secondo turno imponendosi 3-6 6-1 7-5 6-7(3) 7-5.

In conferenza stampa Kyrgios ha spiegato i motivi della sua rabbia nei confronti del pubblico e parlato di un tema molto delicato come il razzismo.

Kyrgios: “Gli spettatori pensano che non ci siano limiti”

Al tennista australiano è stato chiesto se gli fossero state rivolte delle parole razziste.

“No, non oggi, ma la folla mi ha mancato di rispetto. Comincio a pensare che sia una cosa normale, mentre non dovrebbe esserlo. Non avevo detto nulla al pubblico, quando tutto è iniziato proprio alla fine della partita.

Dal pubblico qualcuno mi ha urlato che ero un pezzo di m***a: è normale? Non capisco perché si ripeta sempre. Questo non ha nulla a che vedere con Wimbledon. È una generazione di persone che, come sui social media, pensa di avere il diritto di risponderti sempre con questa negatività.

E non posso dire o fare nulla, perché finirei nei guai” ha risposto Kyrgios, commentando i gesti poco “british” degli spettatori britannici. Sui casi di razzismo che lo hanno riguardato in passato.

“È una cosa che mi è successa a Stoccarda e a Osaka a Indian Wells. Non so perché gli spettatori siano capaci di fare una cosa del genere. Io sono cresciuto in Australia e so cos'è il razzismo.

Gli spettatori pensano che non ci siano limiti. Possono sedersi, filmarvi e raccontarvi qualsiasi cosa mentre ridono. Questo può ferire emotivamente qualcuno” ha detto il numero 41 del mondo, che ha poi aggiunto: “Non capisco perché questa sia una cosa che si fa solo con gli atleti.

Voglio dire, nessuno va in un supermercato e si avvicina a qualcuno che sta facendo il suo lavoro e inizia a mancargli di rispetto. È un fenomeno che si sta verificando sempre più spesso nello sport. Non credo sia giusto”.

Sulle parole rivolte ai giudici di linea. “Non credo sia ideale, in uno sport che si gioca con margini così ridotti, che i guardalinee siano così vecchi. I giovani hanno una vista migliore. Non è appropriato.

Quando si gioca per centinaia o migliaia di dollari, dovremmo avere persone in grado di vedere bene le palle. Dico questo perché se perdo una partita a causa di una chiamata sbagliata del guardalinee, lui non si becca nulla, ma io o la mia ragazza, sui social media, ci becchiamo di tutto.

Anche la mia famiglia. Quando è successo a Miami con Bernardes, ha affrontato le ripercussioni? No, è andato avanti come se non fosse successo nulla. Quello che la gente non capisce è che sono io a dover affrontare tutto l'odio dei social media.

E questo mi frustra” ribattuto Kyrgios. L’australiano ha rivolto uno sputo verso un tifoso. “Sì, verso una delle persone che mi stavano mancando di rispetto. Questo tipo di persone viene alla partita solo per fare questo, non per sostenere qualcuno”.

Il tennista di Canberra ha infine commentato la sua prestazione. “Mentalmente è stata una delle partite più difficili che ho dovuto affrontare a Wimbledon. L'intera folla era con lui, soprattutto alla fine dell'incontro.

È 220° al mondo, ma non ha giocato affatto come un giocatore con quella classifica. Sono orgoglioso di me stesso per essere seduto qui ora come vincitore dell'incontro. Qualche anno fa avrei perso la partita. Dal punto di vista del gioco, è stata una delle peggiori partite che abbia mai giocato.

Non sentivo bene la palla. Non stavo servendo bene. Ho giocato molto male. È uno dei miei peggiori incontri degli ultimi tre anni” ha risposto Kyrgios.