"Sono deluso": Nick Kyrgios commenta l'assenza dei russi a Wimbledon



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"Sono deluso": Nick Kyrgios commenta l'assenza dei russi a Wimbledon

Wimbledon è ormai ai nastri di partenza, con un parterre di campioni, Novak Djokovic, Matteo Berrettini e Rafael Nadal su tutti, pronti a darsi battaglia per la conquista del titolo. Lo slam britannico però, oltre a non assegnare punti ATP sarà inoltre, come noto da mesi, orfano dei tennisti russi e bielorussi, tra i quali il numero uno del mondo Daniil Medvedev.

In conferenza stampa, l’estroso tennista australiano Nick Kyrgios ha espresso il proprio disaccordo per le decisioni prese dall’ATP, parlando poi anche della propria scelta di stare due mesi lontano dai campi.

L’opinione di Kyrgios sulle scelte dell’ATP

Kyrgios si è detto contrario all’esclusione dei tennisti russi e bielorussi dal torneo. “Onestamente, non credo che sia stata una buona idea vietarli.

Medvedev è il migliore che abbiamo in questo momento nel nostro sport. Anche altri giocatori come Rublev o Khachanov, giovani che sono importanti per la crescita del tennis. Personalmente, come concorrente e come persona che vuole giocare contro di loro, sono deluso dalla loro assenza.

È strano che Medvedev non sia qui. Sappiamo tutti cosa è in grado di fare. Volevano giocare, volevano partecipare” ha risposto l’australiano. Il numero 45 del ranking ha poi commentato l’altra discussa decisione di non assegnare punti ATP.

“Per quanto riguarda i punti, non gioco per quello. Da bambino, quando guardavo Wimbledon e volevo giocarci, non pensavo ai punti di classifica, ma a giocare il torneo più prestigioso del mondo. Ci sono persone che preferirebbero giocare un Challenger questa settimana.

Quando in futuro sarò seduto con i miei figli, non sarò orgoglioso di dire che ho giocato un Challenger invece di Wimbledon. Sceglierò sempre di giocare a Wimbledon” ha dichiarato il tennista di Canberra.

Kyrgios ha anche parlato della decisione di prendere una pausa di due mesi prima dell’inizio della stagione su erba, saltando dunque quella sulla terra. “È il mio modo di essere. Non voglio essere quel tipo di tennista che gioca tutto l'anno.

Vivendo in Australia, è difficile trovare un equilibrio tra il trascorrere del tempo con la famiglia e gli amici e uno stile di vita normale. Non voglio passare sette o otto mesi là fuori. Non è una cosa che mi interessa. Non sto inseguendo le classifiche” ha spiegato l’australiano.