Adriano Panatta contro il tennis moderno: "Ormai è più biomeccanica che talento"

L'ex campione italiano ha espresso il suo punto di vista sullo stile di gioco delle nuove generazioni di tennisti

by Antonio Frappola
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Adriano Panatta contro il tennis moderno: "Ormai è più biomeccanica che talento"

Nelle ultime settimane, alcuni personaggi illustri del mondo del tennis hanno espresso le proprie opinioni sulla nuova generazione di atleti. In particolare, Toni Nadal ha lanciato un chiaro messaggio sfruttando il ritiro di Jo-Wilfried Tsonga.

L’allenatore spagnolo, attraverso l’editoriale pubblicato sul quotidiano El Pais, ha in un certo senso criticato un determinato stile di gioco. Uno stile di gioco caratterizzato dalla potenza dei colpi e poco orientato a regalare spettacolo al pubblico.

“Con Tsonga se ne va uno stile che, credo, in pochi anni sarà completamente scomparso. Il tennis del giocatore che gioca più con il cuore che con la tecnica e che tende a coinvolgere il pubblico più degli atleti completi e perfetti.

Oggi ci sono solo robot” , ha scritto Zio Toni.

Adriano Panatta: "Il tennis è cambiato totalmente"

Nel corso della quinta edizione del Filming Italy Sardegna Festival di Tiziana Rocca e nelle parole riportate dall’agenzia stampa ANSA, anche Adriano Panatta ha parlato dei cambiamenti in atto nel circuito maggiore.

“Sicuramente non è più quello di una volta, è ormai più biomeccanica che talento" , ha spiegato Panatta. "Il tutto praticato da atleti super allenati, più alti, più forti e più veloci di quelli di prima : il talento, data la velocità estrema, è più difficile che emerga.

Il tennis è cambiato totalmente. C'è molta più professionalità, interessi e business. Basti pensare che ai miei tempi quando dovevo giocare all'estero ero io che mi compravo il biglietto e poi andavo a Fiumicino".

Panatta non è stato solo uno dei più grandi campioni del tennis italiano, ma anche pilota di offshore, sport motoristico d'acqua. "Come ci sono arrivato? È semplice: le mie due grandi passioni sono il mare e motori e così non potevo che praticare questo sport che ho fatto per ben 25 anni, molto più a lungo del tennis.

Uno sport in cui ho rischiato di morire almeno tre o quattro volte, ma se hai dentro quella passione vai avanti e lo fai rischiando" .

Adriano Panatta
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