"Sono penalizzato": Matteo Berrettini non ci sta e protesta su Wimbledon



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"Sono penalizzato": Matteo Berrettini non ci sta e protesta su Wimbledon

Matteo Berrettini ha deciso di commentare in modo approfondito la vicenda di Wimbledon, che non assegnerà i punti nell'edizione 2022 per via del conflitto fra organizzatori e Atp, alla vigilia del suo debutto al Queen's, in programma martedì 14 giugno col britannico Daniel Evans.

La dura presa di posizione

L'azzurro ha parlato nel corso della conferenza stampa di inizio torneo, parlando proprio della situazione legata al terzo Grande Slam della stagione: "Non è stata la decisione più giusta.

Per i tennisti russi e bielorussi comprendo come non sia semplice accettare la scelta di escluderli, ma la stessa cosa vale per chi perderà i punti e chi non potrà guadagnarli. Ho fatto delle scelte importanti a livello di programmazione per non forzare, saltando Parigi: se l'avessi saputo prima, probabilmente avrei cambiato qualcosa" ha spiegato.

Poi ha sottolineato: "Anche se dovessi vincere tre tornei di fila, perderei posizioni in classifica. Il ranking funziona in modo inverso, più giochi bene e vinci più scali posizioni, quindi sarebbe una strana situazione.

Capisco che è una questione difficile per tutti ma io sono abbastanza penalizzato. Avrei preferito che questa decisione fosse stata presa in modo diverso, magari chiedendo un parere anche a noi giocatori. Nessuno ci ha chiamato o chiesto un'opinione, non dovrebbe funzionare così.

Che io sappia si tratta del provvedimento più grande attuato dall'Atp in circa 20 anni, si poteva evitare" ha aggiunto. "Non ci saranno modifiche, quindi devo accettarlo. È anche difficile giocare con questo pensiero in testa, dato che indipendentemente da tutto uscirò dai primi 20.

Credo che ogni atleta andrà a Londra, perché si tratta comunque di uno Slam. Ci sarà anche un record di montepremi, non ho sentito nessuno dire di non voler andare per via della non assegnazione dei punti" ha rimarcato.

"Dal 2019, quando ho fatto la preparazione sull'erba, mi sono migliorato e ho cominciato a prendere grande confidenza con questa superficie, visto che prima non mi piaceva così tanto. Usavo lo slice da ogni lato e il mio servizio andava bene. Mi piace giocare su questi campi perché mi permette di essere aggressivo" ha concluso.