Matteo Berrettini parla prima dell'esordio: "Ho mandato un messaggio a Sascha Zverev"



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Matteo Berrettini parla prima dell'esordio: "Ho mandato un messaggio a Sascha Zverev"

A Stoccarda tornerà finalmente e ufficialmente in campo, dopo il lungo infortuno alla mano che lo ha tenuto lontano dal circuito per diverso tempo. Matteo Berrettini debutterà in Germania mercoledì con Radu Albot per testare la propria condizione fisica.

Testa di serie numero 2 del tabellone, l'azzurro sarebbe sulla carta fra i favoriti alla vittoria del torneo ma le incognite sono davvero tante.

Le sue parole

“Arrivo in una condizione diversa rispetto a quella di tre anni fa, quando vinsi il torneo.

Ho tanta voglia di tornare a giocare. So bene che non sarà semplice perché sono stato fermo parecchio e ho subito un infortunio complicato da risolvere, fra l'altro sulla mano dominante" ha ammesso. Poi ha sottolineato: “Se ci penso, l’ultima volta che ho giocato sull’erba era in finale a Wimbledon.

Su questa superficie mi sento sempre a mio agio, ho ottime sensazioni. Sotto il punto di vista mentalesto bene: so che la situazione non è semplice, pensando soprattutto a Wimbledon e ai punti che scadono, con le conseguenze sulla classifica.

Sono consapevole che sia uno dei momenti più complessi da gestire dalla mia carriera, ma è un’altra sfida da affrontare a testa alta” ha commentato. Proprio sull'argomento infortuni, il 25enne romano si è soffermato sul problema fisico di Alexander Zverev: “Quel momento l’ho visto eccome.

È durissima vedere quel tipo di infortunio, perché mi fa tornare in mente quel che è successo a me. Mi fa davvero venire i brividi. Da un momento all’altro passi da lottare per il numero uno al mondo alla sofferenza.

Gli ho scritto, anche se non siamo grandi amici, ho voluto dimostrargli la mia vicinanza. Ci siamo detti che presto torneremo a sfidarci sui palcoscenici più importanti e sono sicuro che sarà così” ha confessato Presto sarà fuori dalla top 10: "Sono pronto ad affrontare la situazione e accettarne le conseguenze, ci sto riflettendo perché lo sono sempre stato negli ultimi anni.

Ma conosco il mio livello e le mie potenzialità: se sono stato numero sei del mondo non è perché me lo sono comprato, me lo sono inevitabilmente guadagnato. Quindi posso tornarci" ha concluso.