Coppa Davis, Barazzutti e l'unico successo italiano: "Una vittoria dimenticata"



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Coppa Davis, Barazzutti e l'unico successo italiano: "Una vittoria dimenticata"

“Nel 1976 ero il capitano non giocatore della squadra di Davis e arrivammo alla finale con il Cile. Mezza Italia non voleva che andassimo a giocarla perché a Santiago c’era il regime di Pinochet. Era tutto politicizzato, la sinistra vedeva la finale dal punto di vista ideologico e voleva boicottarla.

Pensai: siamo pazzi? Rinunciamo a vincerla? Mi sono battuto come un leone contro tutti i politici ipocriti, di sinistra e non solo” . Le parole pronunciate da Nicola Pietrangeli per ricordare il successo ottenuto dall’Italia in Coppa Davis nel 1976, descrivono alla perfezione il clima che ha accompagnato l’unica vittoria azzurra nella storica manifestazione a squadre.

Il team italiano, dopo i lunghi colloqui con il governo, riuscì a far valere i propri diritti e raggiungere il Cile, ai tempi caratterizzato dal regime di Pinochet. Corrado Barazzutti e Adriano Panatta furono gli assoluti protagonisti delle sfide di singolare; mentre in doppio Paolo Bertolucci si aggiudicò il match decisivo sempre in compagnia dell’ex numero quattro del mondo.

Panatta e Bertolucci, per lanciare un importante messaggio, scesero in campo con una simbolica maglietta rossa.

Barazzutti: "Perché siamo stati dimenticati? "

Quello che resta l’unica trionfo azzurro in Coppa Davis non è mai stato celebrato né dai tifosi, né dai giornali.

Anche la Rai decise di non trasmettere in diretta l’importante evento tennistico. Barazzutti, nel corso della presentazione della nuova docuserie di Sky Original “Una Squadra” , ha espresso tutto il suo rammarico per il trattamento riservato al gruppo italiano dopo quella incredibile vittoria.

"Perché siamo stati dimenticati? In tutti i tornei più importanti del mondo, una vittoria come la nostra verrebbe ricordata e messa in evidenza. Qui a Roma no, c'è stata solo la premiazione del 2016" , ha detto Barazzutti nelle parole riportate da Il Corriere dello Sport.

"Nei musei mettono le cose del passato che hanno ancora un valore. Perché questo è l'unico Paese che non vuole celebrare una Davis e, anzi, la tiene nascosta? Perché la federazione nasconde un patrimonio nazionale? Sarebbe bello anche per i giovani, invece, che a Roma venisse allestito uno spazio dove vedere queste immagini, questo film.

E che venissero invitati i giocatori. Dopo il successo in Cile, assistemmo a una presa di posizione di intellettuali italiani come Dario Fo, Franca Rame e Domenico Modugno che avevano già spinto per il boicottaggio. Questa influenza è rimasta anche dopo la vittoria.

Me li ricordo, i titoli dei giornali quei giorni. E non erano giornali di nicchia. Mi dispiace dirlo. Anzi, non mi dispiace più" .