Carlos Alcaraz dopo l'ultimo ko: "Non sono un Dio, non posso vincere sempre"



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Carlos Alcaraz dopo l'ultimo ko: "Non sono un Dio, non posso vincere sempre"

La vittoria al Miami Open a solo 18 anni aveva esaltato le sue gesta, ma solo pochi giorni dopo Carlos Alcaraz è tornato con i piedi per terra al torneo di Montecarlo. Il giovane talento spagnolo è caduto all'esordio ed ha perso contro Sebastian Korda, mostrando ancora lacune soprattutto con il cambio di superficie.

Ora per Carlos è tempo di giocare a Barcellona, nella sua Spagna. Il numero 11 al mondo ha parlato cosi in conferenza stampa: "Rispetto agli anni scorsi arrivo qui come un tennista più solido, con maggiori certezze e soluzioni rispetto al passato.

Cambiare superficie non è semplice ed a Montecarlo lo abbiamo visto. Ho avuto un match difficile e forse non è stato male avere qualche giorno in più per allenarmi sulla terra battuta. So che Barcellona sarà un torneo importante e che mi consentirà di accumulare maggiore esperienza.

Le assenze? So che mancheranno Bautista e Nadal, non so se ci sono altre importanti assenze ma i giocatori nel circuito sono tutti molto bravi":

Alcaraz sui media e sugli obiettivi

Il giovane tennista ha poi parlato della presunta pressione dei media ed ha smorzato i toni: "Non do molta attenzione ai media, non seguo tutto e non so quanto si parla di me.

Certo, se i media parlano bene di me vuol dire che sto facendo bene e questo fa piacere. Non penso a questo e non mi interessa, la verità è che di certo non perdo o vinco a causa dei media, state tranquilli. La sconfitta di Montecarlo? Korda è un grande tennista, sapevo fin dall'inizio che sarebbe stata molto dura.

Non sono un Dio o cose simili, non posso vincere sempre. Sono consapevole che in ogni match posso subire una sconfitta. Tutti i tennisti hanno chance di vincere e quindi devo dare il massimo ogni volta per riuscire a portare a casa il successo.

Perdere al primo turno non è dramma, ma mi è servito per mettere altre cosine a posto e migliorare, ho avuto più tempo per allenarmi. Non è semplice gestire i tempi ristretti tra i vari tornei, sono da poco nel circuito e devo abituarmi anche a situazioni come queste. Bisogna saper gestire bene i tempi e calibrare bene il calendario".