La critica severa di Marion Bartoli a Zverev dopo il gesto di Acapulco



by   |  LETTURE 1968

La critica severa di Marion Bartoli a Zverev dopo il gesto di Acapulco

Marion Bartoli torna a parlare degli eventi di Acapulco. Nella città messicana, il numero tre del mondo aveva compiuto un gesto folle, nonché antisportivo: in una partita di doppio, aveva picchiato la racchetta sulla sedia del giudice, rischiando di colpirlo.

La prima decisione è arrivata subito: squalifica del tedesco dal torneo e ritiro del montepremi fino a quel momento guadagnato, sia nel tabellone di singolare sia di doppio. A pochi giorni dall’inizio di Indian Wells, l’Atp ha emanato la sentenza: applicare una sanzione di otto settimane di squalifica e un’ingente multa, ma con la condizionale di un anno.

Il resto della stagione di Alexander Zverev, quindi, è appesa ad un filo: se commettesse un’altra violazione del codice dell’Atp, dando vita ad un nuovo comportamento antisportivo, nell’anno solare (che decorre proprio dal gesto di Acapulco), si applicherebbe la sanzione dell’Atp.

Questa decisione, tuttavia, non ha trovato tutti concordi. Marion Bartoli, in un panel per Tennis Majors, ha rivolto severe critiche al gesto di Zverev: "Vedere Alexander Zverev uscire e spaccare la sua racchetta così vicino all'arbitro e quasi volerlo attaccare, rimanere in quella linea sottile dove non lo ha toccato e può difendersi, per me è stato oltraggioso", ha detto Bartoli, "Questo, per me, meritava almeno una squalifica per tre tornei.

Non giocare a Indian Wells, Miami e Monte-Carlo. Se lo meritava almeno. Altrimenti, dove segnerai il limite?"

Il giudizio sull'ATP

La critica non ha riguardato solo il tennista tedesco, ma anche la decisione dell’Atp su quel gesto.

Come riportato da Sportskeeda, non è stata abbastanza severa la multa per la vincitrice di Wimbledon: "[La multa] era una grossa somma per le persone normali, ma per i tennisti come Alexander Zverev che guadagnano così tanto dentro e fuori dal campo, non era così tanto.

Non credo che imparerà le lezioni che avrebbe dovuto imparare", ha concluso Bartoli. Il riferimento dell’ex tennista francese durante la discussione non è rivolto solo al numero tre del mondo, ma anche a tutti gli incidenti avvenuti in questi ultimi mesi: da Kyrgios a Brooksby.

Anche in questi casi, la critica non è rivolta solo ai tennisti, responsabile delle loro condotte, ma anche all’Atp, non abbastanza rigida nei loro confronti.