L'ex tennista ucraino Alexandr Dolgopolov: "È un genocidio, non una guerra"



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L'ex tennista ucraino Alexandr Dolgopolov: "È un genocidio, non una guerra"

Non è assolutamente rimasto a guardare. Anche Aleksandr Dolgopolov è sceso in campo per dare sostegno morale e aiutare il proprio Paese nella guerra contro la Russia. L'ex tennista ha cominciato a dare un importante contributo al suo popolo nella distribuzione di cibo in diverse città, come Chernigov, passando anche da Kiev.

Le considerazioni

Il 33enne ucraino, in un'intervista rilasciata a tennis.com, ha dichiarato il motivo del suo arruolamento per difendere il suo Paese: "Mi sentivo come se dovessi farlo. Non potevo guardarlo in tv.

All'inizio guardavo circa 23 ore di notizie e dormivo un'ora al giorno. Ho mangiato a malapena per diversi giorni. C'erano ancora molte persone nei vari territori, perché non dovevo essere lì? Sono giovane, sportivo e ho un peso nella società come una persona famosa.

Posso inviare messaggi, parlare con la stampa, cercare di raccogliere fondi: se devo combattere, lotterò, ma ci sono anche tante cose utili che posso fare qui in Ucraina" ha affermato. Poi ha proseguito: "Se eri ai massimi livelli in uno sport come il tennis, sei forte.

Devi sacrificare molte cose in una vita normale per essere al top, quindi penso che ogni tennista che fa parte dell'élite sia molto forte. Ora cambi quello che fai e ti concentri su cose diverse, sulla possibilità di stare al sicuro, sulla sopravvivenza.

La tua mente va in tilt: vivi minuto dopo minuto, ora dopo ora. È come se il mondo si fosse fermato qui ed è solo sulla lotta e la sopravvivenza" ha aggiunto. "Il problema è che questa non è una guerra tra eserciti: si vedono centinaia di video di russi che uccidono persone a mani alzate, nelle loro macchine.

Inizia a diventare il genocidio di una nazione. Per tutto questo, non puoi dire semplicemente 'no alla guerra' È chiaro che siamo tutti contrari alla guerra, questo si dice ovunque, sempre, ma quando raggiunge una grandezza come questa, devi prendere una posizione più forte e condannare ciò che sta facendo il tuo governo" ha concluso.