Paula Badosa sarà ‘l’avversaria da battere’ del 2022



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Paula Badosa sarà ‘l’avversaria da battere’ del 2022

La stagione 2021 è stata di straordinario valore per Paula Badosa e la nuova annata è cominciata all’insegna della continuità per lei grazie alla conquista del WTA 250 di Sydney. La giovane giocatrice nativa di New York ha messo a segno numerosi risultati di grande portata, che l’hanno condotta fino alla Top-10 e, oggi, alla posizione numero 7 del ranking WTA.

Particolarmente fruttuosa la spedizione a Indian Wells, dov’è diventata la prima tennista spagnola di sempre a trionfare nel torneo californiano. Nei tornei del Grande Slam, ha disputato i quarti di finale al Roland Garros e gli ottavi a Wimbledon.

E sempre nel 2021, ha raggiunto la semifinale al suo debutto alle WTA Finals di scena a Guadalajara, permettendo alla Spagna di avere per la prima volta due giocatrici nel penultimo atto (insieme a Garbiñe Muguruza, che poi ha vinto il torneo).

Tutti traguardi che, sommati, dicono una cosa sola: Paula Badosa sarà “la giocatrice da battere” in questo 2022. A dichiararlo, in una intervista all’agenzia di stampa spagnola Europa Press, è stata lei stessa, confessando anche di avvertire la pressione derivante da questo status: “Non lo nego, mentalmente sarà un anno molto difficile.

Tutti hanno meno pressione giocando contro di me e io ho un po' più di pressione perché sento l'obbligo di vincere, forse sono il rivale da battere. È qualcosa su cui dovrò lavorare. Sarà un anno più difficile, con più responsabilità, più pressione, più aspettative.

Tu sei quello che tutti vogliono battere e i tuoi avversari giocheranno senza niente da perdere. È una sfida, ogni anno è una sfida diversa, e quest'anno devo sapere come gestire la pressione, ma il mio obiettivo è continuare a vincere tornei” .

Badosa: “Dovrò imparare a gestire le emozioni”

L’aspetto principale su cui lavorerà Paula Badosa, pertanto, sarà quello emotivo: “È da un po' che me la godo – ha dichiarato − , da quando ho avuto un brutto periodo.

Il mio caso era che volevo avere grandi aspettative quando si è ancora molto giovani e ora ho di nuovo grandi aspettative ed è qui che deve arrivare il lavoro. Cercherò di gestirlo al meglio, ovviamente con uno psicologo.

La maturità e l'imparare a gestire le emozioni e le sconfitte è la chiave. Nel tennis si perde ogni settimana, quindi prenderla con più calma è la linea da seguire” . Già perché acquisire la giusta mentalità, quando si compete ad alti livelli, è di cruciale importanza: “Credo che lo sport d'élite sia sano.

Ma competere tutto l'anno, da un continente all'altro, jet lag, vittorie e sconfitte? Non so se sia la cosa più sana del mondo, ma mi piace” , ha ammesso la spagnola. “Un atleta d'élite passa attraverso una sofferenza mentale che gli piace, per noi lo sport è una droga. Mi piace ora, avrò il tempo di pensare se lo sport d'élite è sano o no” .