Mouratoglou: “La guerra non influenzerà Medvedev tennisticamente”



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Mouratoglou: “La guerra non influenzerà Medvedev tennisticamente”

Lo scontro armato tra Russia e Ucraina ha spinto i maggiori attori internazionali di qualsiasi ambito ad abbandonare le proprie attività in programma sul suolo sovietico. Non si è sottratto a questo modus operandi lo sport e il tennis, con l’International Tennis Federation (ITF) che ha deciso di bandire la Russia e la Bielorussia dalle competizioni a squadre sia maschili che femminili.

Ciò significa che i rappresentanti della federazione russa non potranno difendere, rispettivamente, Coppa Davis e Billie Jean King Cup. Per quanto concerne il singolare, i giocatori delle due nazioni sopracitate potranno giocare nei tornei ATP e WTA, Slam compresi, ma come atleti neutrali, ossia non potenti rappresentare il paese di provenienza.

Uno scenario di questo genere c’entra poco con lo sport ed emotivamente potrebbe significare un peso per i tennisti coinvolti. Su tutti Daniil Medvedev, nuovo numero 1 del mondo da una settimana appena: non secondo Patrick Mouratoglou, però.

Il noto coach francese, infatti, non crede che il conflitto russo-ucraino possa in qualche modo minare le solide certezze del 26enne moscovita: “Non credo che Daniil sarà influenzato tennisticamente dal fatto che c'è una guerra tra Russia e Ucraina.

Dal punto di vista personale o emotivo potrebbe essere, ma non credo che influenzerà il suo livello di gioco” .

Mouratoglou: “Ingiusto sospendere i giocatori russi”

Patrick Mouratoglou si è poi espresso sulla eventualità che ai giocatori russi venga impedito di giocare nel prossimo futuro: “Il vero rischio è che l'ITF, l'ATP, la WTA decidano di sospendere i giocatori russi dal giocare a tennis, cosa che troverei davvero, davvero ingiusta.

Specialmente per i giocatori che hanno chiaramente espresso il fatto di essere al 100% contro la guerra − ha aggiunto il tecnico francese − . Quindi, perché dovrebbero essere condannati per quello che il loro paese, voglio dire, non è nemmeno il loro paese, il presidente del loro paese ha deciso di fare, che non ha nulla a che fare con loro.

Quegli atleti [russi], prendendo una posizione contro la guerra, stanno, in un certo senso, andando contro le decisioni del governo russo. Si sono già messi a rischio facendo questo. Quindi, dobbiamo anche rendere omaggio e rispettare il coraggio che hanno dicendo le cose pubblicamente, che penso abbiano ragione di fare.

Ma devi avere il coraggio di farlo e devi accettare le conseguenze di non essere forse il benvenuto nel tuo paese” , ha concluso Mouratoglou.