La solidarietà di Mahut verso i tennisti russi



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La solidarietà di Mahut verso i tennisti russi

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha prodotto una eco mediatica straordinariamente enorme, con conseguenze inevitabili sul piano economico per indebolire la potenza capitanata da Vladimir Putin. A parte di tali conseguenze ha contribuito il mondo dello sport con la cancellazione di qualsiasi evento programmato nel paese sovietico e, in alcuni casi, intaccando anche gli atleti stessi.

La Russia in quanto nazione è stata praticamente bandita da qualunque manifestazione sportiva e a farne le spese sono ragazzi come Daniil Medvedev o Andrey Rublev, la cui partecipazione ai tornei del prossimo futuro potrebbe essere a rischio.

In questo senso, si discute della possibilità di farli giocare come giocatori neutrali, non rappresentando la propria terra, il tutto per colpa di una guerra che non condividono e che non li vede quindi coinvolti in alcun modo.

I due tennisti russi possono, tuttavia, contare sulla solidarietà di alcuni loro colleghi. Tra questi Nicolas Mahut, impegnato in Coppa Davis con la selezione francese.

Mahut: “Per i russi è difficile esprimersi come noi…”

Da Pau, dove la Francia si prepara ad affrontare l'Ecuador nello spareggio per la Coppa Davis 2022, Nicolas Mahut, come tutti i suoi compagni di squadra, volge i propri pensieri anche verso il triste scenario di guerra che si sta verificando in Ucraina.

La Russia, e quindi i giocatori che la rappresentano, è stata tagliata fuori da praticamente tutte le manifestazioni sportive a squadre e, nel caso del tennis, gli atleti parteciperebbero sotto una bandiera neutrale.

Sulle sanzioni indirizzate ai tennisti russi si è espresso il francese, che si schiera dalla parte di chi, come Medvedev e Rublev, ad esempio, si ritrova a dover pagare il prezzo di un conflitto da loro non condiviso: “Penso che sia un bene che abbiano la possibilità di fare il loro lavoro – dice Mahut − .

È difficile per i giocatori russi esprimersi. Alcuni l'hanno fatto, altri in punta di piedi. Ma bisogna mettersi nei loro panni. Immagino che non abbiano la stessa facilità di esprimersi che abbiamo noi. Non deve essere molto facile nemmeno per loro” . Queste le parole di Nicolas Mahut raccolte da L'Équipe.