Andrey Rublev spiega cosa vuole imparare da Daniil Medvedev



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Andrey Rublev spiega cosa vuole imparare da Daniil Medvedev

Due giovani ragazzi, entrambi nativi di Mosca e nella top 10 del ranking mondiale Atp. Andrey Rublev ha cominciato molto bene la stagione 2022: dopo il terzo turno agli Australian Open, il russo è riuscito a conquistare la semifinale al 500 di Rotterdam e la vittoria a Marsiglia, prendendosi la rivincita sul canadese Felix Auger-Aliassime.

Il giovane sta ottenendo risultati di spicco anche a Dubai, confermando il suo buon periodo di forma.

L'elogio al connazionale

L'attuale numero 7 ha commentato il traguardo raggiunto da Daniil Medvedev, prossimo a prendersi la vetta della classifica: "Con tutto quello che è successo a Novak da inizio anno era solo una questione di tempo.

I punti dell'Australia e degli altri tornei che ha vinto sono spariti e lui non li ha recuperati perché non sta giocando. A Daniil posso solo dire che ha fatto un bel lavoro: ha realizzato qualcosa che è successo l'ultima volta nel 2004.

È un momento davvero storico. Gliel'ho raccontato tante volte che tutto quello che fa è incredibile. Penso che abbia ispirato molte persone, anche me, perché quello che può fare sul campo a livello di tennis è assolutamente incredibile.

Il modo in cui pensa, il modo in cui gioca, il modo in cui vince scambi impossibili... è impressionante. Ci sono tante cose da imparare da lui a livello di gioco" ha affermato in una recente conferenza stampa. Il sogno di diventare un giorno il migliore: "Quando ero bambino non ci pensavo.

Volevo solo diventare un professionista, giocare ai massimi livelli. Quando hai 13 anni non pensi se sarai il numero uno o no. La prima volta che ho incontrato Daniil è stato quando avevo sei anni. Non era nemmeno un torneo ufficiale, era un evento locale con alcuni allenatori, qualcosa del genere.

Avevamo solo sei anni. Abbiamo giocato quattro partite. Il terzo set è stato un tie-break da sette punti. Uno scambio è durato circa dieci minuti. Si vedeva già che entrambi avevamo lo spirito di non mollare" ha aggiunto.

Poi ha concluso: "Fin da bambino è sempre stato un combattente. All'inizio, quando ero così giovane, pensavo di non avere la tecnica giusta. I suoi colpi erano strani. Adesso lo sono ancora (ridendo) ma quando era bambino, era anche peggio.

Non ha avuto colpiimpressionanti, ma ha sempre avuto una forza incredibile che sta mostrando ora, quella di combattere fino alla fine, qualunque cosa accada. Questo è in lui fin da quando era bambino, non è qualcosa che è cambiato in seguito.

Questa è la cosa principale, ciò che lo ha portato ai massimi livelli, il motivo per cui vince così tanto e il motivo per cui ora è il numero uno al mondo" ha concluso.