Stan Wawrinka, svelata la data del rientro in campo



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Stan Wawrinka, svelata la data del rientro in campo

È pronto a tornare per concludere al meglio la sua carriera e togliersi magari altre soddisfazioni nel circuito Atp. Stanislas Wawrinka ha annunciato che ricomincerà a giocare partite ufficiali di tennis nel tour: la sua decisione è stata di ritornare a calcare i campi su terra rossa, confermando già da ora la partecipazione all’edizione 2022 del Roland Garros, secondo torneo del Grande Slam della stagione.

A partire dal 22 maggio sarà dunque ai nastri di partenza della competizione parigina. Lo svizzero, un po’ nelle stesse situazioni del connazionale Roger Federer, ha dovuto passare un periodo davvero molto complicato, subendo ben due operazioni al piede sinistro e una al tallone d’Achille lo scorso giugno.

Una dura battaglia col proprio fisico per il tennista quasi 37enne, che sembra aver trovato la giusta condizione per riprendere la sua attività da atleta professionista. Il nativo di Losanna ha disputato la sua ultima partita a Doha nel 2021, uscendo dal tabellone al debutto con il sudafricano Lloyd Harris.

Le sensazioni di Stan

Importante sarà comprendere l’impatto nel circuito di Wawrinka dopo una lunghissima assenza, che lo ha fatto scivolare in classifica al numero 173, una posizione nel complesso buona conservata grazie al congelamento del ranking a causa della pandemia.

Come reagirà il fisico dello svizzero nell’affrontare partite anche di tre ore su terra battuta? Lo si scoprirà nei prossimi mesi. Certamente, sarebbe già un grande traguardo per il tennista tornare nei ranghi e iniziare questo recupero, così come altri suoi colleghi (Murray su tutti).

Le sue dichiarazioni a Le Parisien: “Molte volte mi è stato chiesto perché sto cercando di tornare dopo un infortunio del genere, ma la risposta è molto semplice: il tennis è la mia passione.

Amo entrare in contatto con il pubblico, amo la sensazione di entrare in campo, di pensare al mio gioco. Molti giocatori dimenticano quelle piccole cose quando diventano professionisti, dell'illusione che ci ha causato giocare quando eravamo bambini.

Ancora oggi mi motiva ancora ad andare là fuori e divertirmi, perché so che mi divertirò” ha spiegato.