Jannik Sinner si racconta: "Non amo guardarmi indietro, mi piace vivere il presente"



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Jannik Sinner si racconta: "Non amo guardarmi indietro, mi piace vivere il presente"

Jannik Sinner ha vissuto un 2021 eccezionale, in cui ha conquistato 4 titoli ATP, disputato la sua prima finale 1000 e concluso la stagione in top 10, disputando anche le ATP Finals di fine anno subentrando all’infortunato Berrettini.

Il 20enne altoatesino vuole essere protagonista anche nel 2022, l’anno che può sancire la sua definitiva consacrazione. Il numero due d’Italia, in un’intervista rilasciata a Sportweek, ha parlato della stagione appena trascorsa e di quello che si aspetta da quella appena cominciata.

Sinner: “E' un onore rappresentare tutta la nazione”

“I tornei nuovi, i viaggi, le novità, affrontare momenti difficili, tutto mi è servito a maturare anche come persona. Per questo considero l’anno passato molto, molto positivo per me.

Però non sono uno che ama tanto guardare indietro, mi piace vivere il presente, concentrarmi su quello che accade”. Così ha descritto Sinner l’anno appena trascorso. Jannik ha poi rivelato che apprezza giocare in squadra per la propria nazionale.

“Moltissimo. La competizione a squadre ti dà molta più responsabilità, e poi è un onore giocare per questo gruppo incredibile e rappresentare tutta la nazione”. Il tennista altoatesino, sia per il suo carattere che per il suo tennis, ha spesso il pubblico dalla sua parte.

“Il pubblico è un’arma. Oltre alla gioia di sentire che ti spinge, che tifa per te, sto imparando anche a “usarlo” a mio vantaggio. Non è facile per un giocatore avere tutto il pubblico contro…” aggiungendo poi riguardo al suo carattere: “Mi arrabbio raramente con le persone, forse solo quando trovo qualcuno davvero poco umile o quando mi si mette fretta senza motivo.

In realtà comunque cerco sempre di trarre il meglio da chi frequento”. Sinner, grandissimo tifoso rossonero, è passato da Milanello a salutare la squadra prima di partire per l’Australia. Il tennista italiano ha spiegato da cosa nasce il suo tifo per il Diavolo.

“Quando sono arrivato a Bordighera ero in casa con un ragazzo, Lorenzo Ferri, un vero tifoso milanista. Da quel momento ho iniziato a guardare le partite assieme a lui, non ce ne perdevamo una, e mi sono innamorato pure io del Diavolo!

È stato veramente bello avere la possibilità di andare a Milanello, purtroppo avevamo appena perso in Champions League contro il Liverpool, ma c’erano tutti i giocatori a ricevermi e li ho visti allenarsi con determinazione e concentrazione”.

Jannik ha poi raccontato sé stesso fuori dal campo e che non gli pesa avere poco tempo per rilassarsi o andare in vacanza. “In campo sono molto determinato, concentrato sulla prestazione e sul risultato e forse non mi curo molto dell’immagine che lascio trasparire all’esterno.

Fuori, invece, vi assicuro che sono molto meno serio. Mi piace divertirmi, ridere, scherzare: purtroppo la gente si fa un’idea solo con quello che ha la possibilità di vedere in tv, ma dietro all’atleta c’è sempre una persona e spesso è molto diversa da come appare.

Io ho questi due aspetti della personalità, lo ammetto: mi piaccio così come sono. Io amo giocare a tennis, che si tratti di tornei, di allenamento, di vedere partite. Il tennis è la mia vita e quindi no, non mi pesa.

Dai miei genitori ho imparato che il lavoro è la cosa più importante, con impegno e dedizione. Avrò tempo più avanti per fare vacanze…”