Caso Novak Djokovic, Tennis Australia svela uno dei possibili motivi dell’esenzione



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Caso Novak Djokovic, Tennis Australia svela uno dei possibili motivi dell’esenzione

Un vero e proprio caso è scoppiato nel mondo del tennis, non appena Novak Djokovic ha confermato la sua partecipazione agli Australian Open grazie a un’esenzione medica che gli è stata rilasciata dopo essere passato dal controllo di due commissioni esterne indipendenti.

Pochi i dettagli sulla decisione sono fin qui trapelati e resi pubblici dagli organi interessati: uno dei pochi dati ufficializzato è il numero delle richieste arrivate all’esame (ben 26, non soltanto riguardanti giocatori), senza però fornire un quadro specifico di quante ne siano state accettate.

Dopo aver annunciato che il serbo sarà al via del primo Grande Slam della stagione 2022, diverse figure di Tennis Australia sono tornate a parlare (o hanno parlato per la prima volta) per precisare alcuni aspetti e fare un po’ di chiarezza sulla situazione, che è diventata in poco tempo una vicenda mondiale.

Alcuni chiarimenti tecnici

Il direttore medico australiano Carolyn Broderick è entrata nel merito di come le commissioni abbiano giudicato e ricevuto le richieste. Affermazioni assolutamente non indifferenti, che invitano a diverse riflessioni: “Nessuno dei colleghi medici è stato incaricato di provare la veridicità dei documenti presentati, il loro ruolo non è stato quello di indagine.

Tuttavia, hanno chiesto che tutta la documentazione avesse i relativi sigilli ufficiali, sebbene alcuni dei le cose ricevute erano semplici referti di laboratorio” ha sottolineato, confermando che gli esaminatori non fossero realmente a conoscenza della persona da cui provenisse la domanda.

Secondo Broderick la maggior parte delle esenzioni concesse sono dovute a recenti infezioni da Covid-19. Stesso caso sarà legato anche al numero uno al mondo? Lei ha risposto: “Non posso commentare nulla di specifico.

Va ricordato che uno dei presupposti per concedere un'esenzione è di essere stato contagiato negli ultimi sei mesi. Sono già in molti a ipotizzare che l'assenza di Novak nelle competizioni tra la fine degli Us Open 2021, a settembre, e la sua ricomparsa sui campi di inizio novembre a Parigi-Bercy, possa essere legata a un contagio” ha aggiunto.