Il coach di Aliassime descrive la collaborazione con Toni Nadal



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Il coach di Aliassime descrive la collaborazione con Toni Nadal

Da diversi anni ormai c’è sempre grande attenzione attorno alla figura di Felix Auger-Aliassime. Il giovane tennista canadese ha dimostrato a più riprese il suo grande talento, pur tuttavia non riuscendo mai a fare il definitivo salto finora.

Emblematico, in tal senso, il suo record in negativo di otto sconfitte rimediate in altrettante finali. Per provare a incanalare al meglio gli sforzi e ‘spiccare il volo’ tanto atteso il suo allenatore Fréderic Fontang, di concerto con Felix, ha deciso di affidarsi a chi di giovani stelle se ne intende: Toni Nadal.

Lo spagnolo, che ha fatto cose eccelse con suo nipote Rafa, è entrato dunque a far parte dello staff del 21enne di Montréal specialmente nel periodo della stagione sulla terra (pur non producendo grossi risultati, a onor del vero).

In una intervista rilasciata a Tennis Actu, Fontang ha dunque fornito alcuni dettagli della collaborazione con lo ‘Zio Toni’ .

Fontang spiega la scelta di Toni Nadal

“La ragione per cui abbiamo aggiunto Toni Nadal alla squadra era quella di avere un gioco più solido, più consistente – spiega Fréderic Fontang.

È una persona che ha già avuto grandi risultati con suo nipote e abbiamo cercato di assorbire tutta la sua esperienza. I risultati non c'erano all'inizio, ma non possiamo saltare alle conclusioni. Ci ha dato delle indicazioni per lo sviluppo e, grazie al ‘metodo Nadal’, mi ha permesso di confermare la mia metodologia e di aggiungere diverse variazioni ad essa” .

Sulla stagione a fasi alterne di Auger-Aliassime, Fontang ha poi aggiunto: “La più grande soddisfazione di questa stagione è stata la consistenza nei Grandi Slam: ottavi in Australia, quarti di finale a Wimbledon e semifinali agli US Open.

Questo è il più grande punto positivo. Il peggiore, i risultati al Masters 1000. Non c'è alcuna ragione evidente per spiegare tutte le battute d'arresto nei Masters 1000, Felix non è diverso in quei tornei che lui è in Grand Slam.

La differenza è che in quei tornei affrontiamo giocatori pericolosi fin dall'inizio, mentre nei Grandi Slam il fatto di essere testa di serie ti protegge un po' di più. Si affronta Ruud a Madrid, Ramos a Roma... sono aspetti difficili da gestire, ma l'esperienza ci aiuterà” .