Andrey Rublev attacca la 'vecchia' Coppa Davis e parla del vaccino



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Andrey Rublev attacca la 'vecchia' Coppa Davis e parla del vaccino

Nel 2021 il tennista russo Andrey Rublev ha avuto diversi alti e bassi (per la verità pochi alti ed invece davvero molti bassi). Il numero due russo aveva iniziato bene la stagione ma è poi calato alla distanza inanellando una serie anche preoccupante di sconfitte.

Rublev ha concluso la stagione con la vittoria però della Coppa Davis con la sua Russia e poi ha vinto il torneo esibizione di Abu Dhabi. Ormai da tempo in Top Ten Andrey è ora chiamato ad un ulteriore salto di qualità, ecco le sue parole nello specifico: "Nel 2021 l'obiettivo più importante che ho ottenuto è stata la medaglia olimpico con il mio paese (doppio misto).

Quando il match è finito ho provato grande euforia, una gioia che non avevo mai provato prima. Il 2021 mi ha portato grandi cose come la Coppa Davis, alcuni titoli Atp e la mia prima finale Masters 1000. L'ultimo punto che mi ha regalato l'oro olimpico nel doppio non può però essere paragonato a nulla.

La nuova Coppa Davis? Capisco sia i pro che i contro a questa nuova formula, ci sono aspetti positivi e negativi, quando ho iniziato a giocare a tennis la Coppa Davis si disputava solo in casa o in trasferta, il torneo si svolgeva almeno tre volte l'anno nei fine settimana ed era necessario venirsi ad allenare una settimana prima appositamente.

Quindi la vecchia Coppa Davis danneggiava la mia carriera, allenandomi e giocando per quei tornei avrei perso tante posizioni, diciamo che è complicato. Vincere la Davis significa comunque fare la storia, siamo cresciuti guardando Marat Safin ed Evgeny Kafelnikov, ricordo la loro vittoria contro l'Argentina a Mosca o anche quella in Francia.

È un'emozione unica che ognuno di noi non dimenticherà mai"

Le parole sui progressi e sul vaccino

Nel corso dell'intervista Rublev ha parlato anche dei suoi progressi ed ha dichiarato: "Ovviamente vorrei migliorare, ci sono cose che devo migliorare come il rovescio o la seconda di servizio.

Mi alleno molto giocando da fondo campo e penso che per diventare come giocatori del calibro di Zverev o Tsitsipas devo crescere abbastanza a rete. Ho tante cose ancora su cui migliorare. Il vaccino? È molto importante e bisogna che il 100 % dei tennisti sia vaccinato.

Ci sono tanti vantaggi nel farlo anche se penso che non bisogna obbligare le persone a vaccinarsi. Se una persona preferisce stare a casa e non vaccinarsi sta a lui decidere e non agli altri"