Diego Schwartzman svela perché il 2021 è stato un anno importante



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Diego Schwartzman svela perché il 2021 è stato un anno importante

Una buona stagione, regolare, nella quale (forse) gli è mancato un importante exploit. Diego Schwartzman è stato il miglior tennista sudamericano del circuito Atp, anche al termine dell’annata 2021: l’argentino ha chiuso in tredicesima posizione nella classifica mondiale, confermandosi comunque nella top 20.

Il ‘Peque’ ha tutta l’intenzione e il desiderio di ambire nei prossimi mesi a una piazza anche più prestigiosa, ritornando magari nelle prime dieci. Quest’anno il 29enne non ha sfigurato neppure nei tornei del Grande Slam, con la conquista dei quarti di finale al Roland Garros su terra rossa, oltre a un buon quarto turno agli Us Open a Flushing Meadows.

Il nativo di Buenos Aires non predilige molto le superficie veloci come il cemento, ma nel corso della carriera sta cercando di adattarsi a tutte con un buon rendimento, con l’obiettivo di mantenere le migliori posizioni della graduatoria e togliersi delle soddisfazioni importanti nel tour.

L’analisi del tennista

Schwartzman, in un’intervista rilasciata al sito ufficiale dell’Atp, ha analizzato la sua stagione: "Il 2021 è stato un anno grandioso per me. Mi piacerebbe poterlo ripetere sinceramente.

Sento che sto facendo molte cose nel modo giusto ed è ora una priorità essere freschi e rinnovati per continuare a fare le cose bene e a divertirsi” ha spiegato. Poi ha proseguito: "Quello che mi diverte di più è il fatto stesso di giocare a tennis.

È anche vero che nelle ultime stagioni ho ottenuto ottimi risultati nei grandi tornei. In quei momenti della stagione in cui sei ‘obbligato’ a dover difendere un quarto di finale, ad esempio, ti rendi conto dell'enorme quantità di punti che hai davanti”.

All’età di 29 anni ha tutta la voglia di continuare a lottare per le posizioni privilegiate, quelle che contano: “Per il 2022 la mia aspirazione è essere tra i 15 o i 20 migliori al mondo. Questo implica vincere più gare di quante ne perda, la qualità che si richiede è grande.

È ciò che mi tiene motivato. Alla fine puoi finire l'anno nella top ten o al di sotto della 15esima posizione, a volte la differenza è tutta in un paio di match” ha concluso.