Zverev: "Se Novak Djokovic non va in Australia posso diventare numero uno"



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Zverev: "Se Novak Djokovic non va in Australia posso diventare numero uno"

Alexander Zverev ha coronato un ottimo 2021, soprattutto un grande finale di stagione che gli ha permesso di vincere l'oro olimpico a Tokyo e le Finals Atp di Torino di fine anno. Oltre a ciò il tennista tedesco ha vinto il premio come sportivo tedesco dell'anno, ricevendo finalmente il plauso della sua gente.

In questi giorni Sascha ha ricevuto diversi elogi ed ha raccontato le sue sensazioni in varie interviste, questa volta ai microfoni di Eurosport. Dalla sua stagione a David Ferrer, Zverev ha raccontato passo passo la sua carriera.

Curiosità e parole di Alexander Zverev

Ai microfoni del podcast Zverev ha dichiarato: "Rispetto al passato ora sono un tennista molto più calmo, ormai sto invecchiando e non ho più 18 o 19 anni.

Ho imparato diverse cose sulla vita ed ho capito che devo essere tranquillo, soprattutto sulle situazioni importanti. Tutto questo pensiero ha avuto un impatto sulla mia stagione e sono cresciuto. Tennis? Penso di essere migliorato molto sulla mia seconda di servizio, non ricordo negli ultimi tre mesi match dove ho fatto tanti doppi falli, come invece mi capitava in passato"

Zverev ha parlato della possibilità di diventare numero uno al mondo: "È relativamente vicino come obiettivo, ma prima devo vincere altri tornei e soprattutto vincere tornei del Grande Slam. Vedremo cosa succederà con Novak Djokovic, io spero che vada in Australia ma se lui non va a Melbourne ed io vinco torneo posso diventare numero uno al mondo.

In questo momento non è la cosa principale per me, voglio prepararmi al meglio ed essere pronto fisicamente" Parlando del 2022 Zverev ha pronosticato: "Penso che il prossimo anno sarà molto simile agli ultimi sei mesi, ormai i tornei dello Slam e quelli più importanti vedono me, Novak Djokovic e Daniil Medvedev favoriti e non credo che questa cosa cambierà nel prossimo futuro"

Parlando dei vari coach avuti Zverev ha elogiato David Ferrer: "È stato il miglior coach che abbia mai avuto, ovviamente al di là di mio padre. Siamo sempre andati molto d'accordo, parlavamo ore di tennis.

Con Ivan Lendl non era cosi e ci vedevamo solo negli allenamenti, per me è importante avere un rapporto umano con il coach. Ci sarà sempre una porta aperta per lui, ma ora è difficile, magari in futuro"