Matteo Berrettini: “La leggenda con cui mi trovo meglio è Adriano Panatta”



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Matteo Berrettini: “La leggenda con cui mi trovo meglio è Adriano Panatta”

L’anno della consacrazione e della certezza di essere un giocatore che può affrontare e vincere con chiunque, anche con i più forti tennisti del mondo. Il numero uno azzurro Matteo Berrettini può tracciare decisamente un bilancio molto positivo sulla sua stagione 2021, che lo ha registrato ottenere tanti importanti successi, ma anche far fronte ad alcuni infortuni: il 25enne romano paga in alcune situazioni gli affaticamenti muscolari e dei piccoli problemi fisici che lo hanno costretto a rallentare il proprio rendimento nel circuito Atp, che è stato comunque ottimo nonostante delle complicazioni.

Lo stop dopo gli Australian Open, le fatiche dopo lo splendido Wimbledon (che non gli hanno permesso di essere al via delle Olimpiadi di Tokyo e al Master 1000 di Toronto) e il più amaro e recente alle Nitto Atp Finals, il cui epilogo è stato poi il ritiro.

I risultati ottenuti però sono stati soddisfacenti, consentendogli di restare solidamente nella top ten mondiale, ora al numero 7. L’andamento nei tornei del Grande Slam è stato davvero incredibile e l’italiano può vantarsi di essersi spinto fino all’atto conclusivo del prestigioso torneo londinese su erba, mancando il trionfo per via di un grande Novak Djokovic, che però aveva perso il primo set di quella magica sfida, seguitissima dai tifosi azzurri.

Nole è stato il più grande avversario di ‘The Hammer’, che è stato battuto praticamente solo dal primo della classifica, visto che i quarti di finale a Melbourne con Stefanos Tsitsipas non ha potuto affrontarli.

Matteo si racconta

Berrettini è già entrato nella storia del tennis azzurro, ma non ha assolutamente voglia di fermarsi o di accontentarsi. Nel mirino l’annata 2022 per confermare tutte le sue grandi qualità.

Il ragazzo nativo di Roma ha raccontato il suo rapporto con gli altri grandi campioni italiani della disciplina: “Con alcuni è complicato, con altri è più facile. La leggenda con cui mi trovo meglio è Adriano Panatta.

Lo adoro. È stato uno dei primi a dirmi che aveva un servizio incredibile e che avrebbe raggiunto i 220 km/h. Quando giocava, lo faceva con racchette eleganti, pantaloni lunghi e gli allenamenti non erano così fisici come adesso” ha dichiarato.

Sul percorso scolastico: "Mi dispiace non aver terminato gli studi. Ho fatto il quarto e il primo anno di liceo in un centro studi. Poi ho dovuto smettere perché dovevo dedicarmi al 100% al tennis. Quando compi 17 anni non pensi se la decisione che stai prendendo è quella giusta, ma ora mi pento un po' Penso che mi sarei divertito in quegli anni” ha aggiunto e concluso.